Howard Phillips Lovecraft

Manuale del Pulp

Tipo: Master of Horror     Anno: 1890 – 1937

Lovecraftyoung

 “La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.”

Questo signore è il motivo per cui l’infinito ci spaventa. Questo signore probabilmente è il più grande maestro dell’incubo mai esistito. Quindi, eccetto qualche accenno alla sua esistenza terrena, meglio far parlar lui. Howard ha vissuto una vita buia, in solitudine, spesso malato. Un matrimonio fallito, problemi economici, decadenza familiare. Il successo postumo, il pessimismo cosmico, l’inclinazione razzista. Ha gettato le basi di tutto il genere orrorifico e fantascientifico seguendo la strada indicata da Poe ma lasciando un segno molto più profondo. Padre di divinità eterne e terribili con nomi impronunciabili come il grande Cthulhu Ftang, seguito da tutti i vari Aiueb Gnshal, Azathoth, Azhorra-Tha, C’thalpa, Cxaxukluth, Daoloth, D’endrrah, Ghroth, Gi-Hoveg, Haiogh-Yai, Huitloxopetl, Ialdagorth, Kaajh’Kaalbh, Lu-Kthu, Mh’ithrha, Mril Thorion, Ngyr-Korath, Nyarlathotep, Nyctelios, Olkoth, Shabbith-Ka, Shub-Niggurath, Tru’nembra, Tulzscha, Ubbo-Sathla, Uvhash, Xa’ligha, Xexanoth, Ycnàgnnisssz, Yhoundeh, Yibb-Tstll, Yidhra, Yomagn’tho, Kthanid, Oztalun, Shavalyoth, Ulthar, Yad-Thaddag, Yaggdytha e ancora, ancora, ancora. E poi tentacoli, divoratori di mondi, lo pseudobiblion Necronomicon, il terrore dell’ignoto, terrore cosmico, orrori dall’infinito, terrore del tempo. Si perché una cosa relativamente banale come un eone, almeno a me, spaventa.

“Non è morto ciò che può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire.”

Immagino Howard non fosse quello che propriamente si definisce l’anima della festa, il fatto che abbia scritto più di 118.000 lettere la dice lunga, non credo uscisse spesso… E poi infine ovviamente la morte, dolorosa e senza senso come tutte le morti e come probabilmente quella che toccherà anche noi… In definitiva credo Lovecraft sia riuscito a fa leva sulle paure ancestrali da sempre presenti nell’animo umano, credo fosse un uomo dalla grande intelligenza e dalla grane fantasia, introversione e forse anche da un grande peso esistenziale. Ma come al solito queste sono solo mie impressioni, non dovete credere a tutte le assurdità che leggete su blog con sfondi bianchi… Piuttosto rimediatevi e leggetevi un libro del solitario di Providence, Howard Phillips Lovecraft.

“Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell’umanità insignificante, logorata dalle guerre… il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell’oceano salirà in superficie, nel pandemonio universale. La fine è vicina. Sento un rumore alla porta, come se un immenso corpo viscido vi premesse contro. Non mi troverà. Dio, quella mano! La finestra!”

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