FRIGORIFERO

Shortcore

Quello sotto Patrick Bateman (o Christian Bale se preferite) è un brevissimo racconto ispirato all’American Psycho di Ellis. E si, ci vuole coraggio per definire racconto duecentocinquanta parole…

(vi consiglio di leggervi il libro di Ellis, è stupendo)

bateman

Quando torno a casa oramai fuori è buio e non so neanche dove ho passato le ultime 4 ore.

Probabilmente ho vagato solo in un incubo? Sono stato seduto su una panchina alla stazione? Ho demolito costosissime Mercedes con una mazza da baseball? Semplicemente non ne ho idea.

Tutto tace eccetto l’orologio appeso in salotto, che stranamente sembra più irriverente del solito con quel suo modo maleducato di squarciare il silenzio. Per un instante abbraccio l’idea di essere semplicemente impazzito, folle, delirante.

Ma poi come guidato da una forza misteriosa mi incammino verso la cucina, già sapendo il mio futuro, già sapendo cosa troverò, già sapendo cosa farò.

Da che era un semplice sottofondo il ticchettio di quel maledetto orologio diventa titanico e mi fa uscire letteralmente dai gangheri

-Stattene zitto brutto figlio di puttana!-

urlo mentre scaglio energicamente il vaso che in origine se ne stava tranquillo e beato a centro tavola contro l’orologio opprimente, un fragoroso e liberatorio boato risuona nella casa vuota e cocci multicolore esplodono ovunque.

Serro fortemente la maniglia del frigorifero sapendo già cosa ci troverò dentro.

E come d’incanto la fredda luce elettrica dello sportello illumina il mio volto, sfumature bianco bluastre mi pervadono come un’aurora boreale casalinga. Dinnanzi a me, riposte ordinatamente ci sono quattro bellissime teste umane, recise quasi chirurgicamente, e specchiarmi nei loro lucidi occhi spalancati ed ancora gravidi di terrore mi dona un piacere indescrivibile.

Si, io sono un mostro, e mi piace.

ENRICO ALEXANDER N.

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