There is a Presence?

Manuale del Pulp

Quella che vedete qui sotto è la copertina di Presence dei Led Zeppelin, 1976. Ho sempre pensato sia una foto incredibilmente forte, incredibilmente pulp e incredibilmente inquietante, in pieno stile Guignolesco insomma. La trovo stupenda, i sorrisi drogati della tipica famigliola modello rivolti all’oggetto (che ricorda il monolite cosmico di Kubrick?) lo sfondo portuale che almeno per quel che mi riguarda mi è fonte di mille interrogativi e di cui non ho ancora capito se si tratti di un quadro o del paesaggio al di là di un vetro, la scelta delle luci e dei colori che creano un’atmosfera sicuramente cupa ma che non saprei descrivere, la sensazione che ci sia qualcosa di fondamentalmente sbagliato.presence_albumSe è vero che arte è ciò che trasmette sensazioni, la cover di Presence è sicuramente e totalmente un opera d’arte.

Ma le foto sono istanti statici che non ci mostrano l’immediatamente prima o l’immediatamente dopo, io ne ho fatto una GIF cercando di immaginare il momento, un istante dove l’oggetto nero la fa da padrone anche sulle leggi dello spazio e del tempo e la realtà si deforma. Niente di speciale certo, ma credo renda l’idea.

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Tornando alla foto in se, è opera di Hipgnosis, uno studio fotografico inglese specializzato in artwork per album, molte delle più famose copertine sono opera loro, dai Pink Floyd ai Black Sabbath passando per Paul McCartney agli ACDC e via dicendo… Guardatevi gli altri loro lavori perché meritano davvero tanto.

ENRICO ALEXANDER N.

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