14 quadri che mi hanno (quasi) cambiato la vita

Manuale del Pulp

Probabilmente di arte ne so quanto un bonobo dell’Africa occidentale ne sa di motori a turbogetto aeronautici, ma non sarà certo questo a dissuadermi nello scrivere un post sul tema. Invoco già da ora il perdono e la comprensione di San Sgarbi e San Philippe Daverio, e anche la compassione e la pietà di tutti i laureati in storia dell’arte (e simili) che leggeranno questo post.

Ora, tralasciando le mie considerazioni sceniche (le folle amano gli ignoranti che parlano a random) ecco quattordici quadri che in diversa misura mi hanno ossessionato, quattordici quadri che amo e che spero apprezzerete anche voi. Come al solito ogni immagine sarà accompagnata da qualche riga dove vaneggerò sconclusionaggini, con molta leggerezza e ironia. Spero vi interesserete a questi dipinti e spero che sarete contenti quanto me nel guardarli, tutt’al più spero di strapparvi un sorriso.

P.S: Per gli amanti della nicchia sarà una delusione, sono tutti quadri famosissimi eccetto uno.

P.P.S: Non è che questi quadri mi abbiano effettivamente cambiato la vita, ma dopo il post “12 libri che mi hanno quasi cambiato la vita” non potevo chiamarlo altrimenti.

ARNOLD BOCKLIN – ISLE OF THE DEAD (1883-1886)

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L’isola dei morti, chissà cosa si nasconde all’ombra di quei cipressi, chissà cosa si cela in quei sepolcri scavati nella pietra, chissà come deve essere l’eternità da quelle parti. Amo ogni singola pennellata di questo quadro, amo i suoi misteri e la sua cupezza. Bocklin ne dipinse 5 versioni, quella che vedete qui è la terza, a mio parere la più bella insieme alla quinta. La quarta si trovava nell’ufficio personale di Hitler, si dice che egli lo apprezzasse molto, purtroppo quella versione andò distrutta. Bocklin inoltre dipinse anche un’isola dei vivi.

WILLIAM BOUGUEREAU – DANTE E VIRGILIO (1850)

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Le luci cupe e rossastre, i muscoli contratti, il ginocchio piantato nella schiena, il morso alla giugulare, le dita che artigliano il costato, il polso stritolato, il pallore dei corpi, il demone che ride beffardo, Dante e Virgilio intimoriti che quasi si abbraccino, i disperati sullo sfondo e il moribondo a terra con i pugni chiusi che mi immagino tremante. Come si fa a non apprezzare tanta audacia e crudezza. E poi si sa, la dannazione attira sempre.

JOHN COLLIER – LILITH (1892) 

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Proprio sopra dicevo che la dannazione attira sempre… Questa è Lilith e anche se non lo sembra è un demone. Se mi tentasse non resisterei un minuto, anzi accetterei di buon grado la dannazione eterna per del sesso con lei. E’ perfetta, è maledettamente intrigante, ne sono rapito.

GIORGIO DE CHIRICO – LE MUSE INQUIETANTI (1917)

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De Chirico è il mio pittore preferito e ci sarebbero cosi tante cose da dire sulla sua arte, sulla Metafisica e sulle muse inquietanti, ma sarò sintetico. La luce e le ombre in disaccordo, il piano inclinato, scatole e oggetti misteriosi e impossibili, manichini inquietanti e privi di senso, questo è il mio mondo ideale. Io amo amo amo la realtà di confine, la metafisica, l’ignoto, il privo di senso, desidero perdermi in dimensioni parallele incollate sull’altro lato dello spaziotempo. De Chirico riesce a rappresentare l’altra faccia della realtà e io sono fermamente convinto che quei luoghi esitano, quella realtà esista, e sono anche sicuro che in quei luoghi la dimensione temporale sia completamente diversa dalla nostra. In definitiva un brodo di fisica, metafisica e deliri.

GIORGIO DE CHIRICO – RITRATTO DI APOLLINAIRE (1914)

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Anche qui vale tutto ciò che ho scritto sopra. E vi do pure la ciliegina sulla torta, pare che questo sia stato un quadro premonitore, ora vi spiego: questo è un ritratto che De Chirico dipinse per l’amico Apollinaire, la sagoma nera sollo sfondo è proprio Apollinaire ed è dipinto come sagoma da tiro a segno, il centro del bersaglio è alla sua tempia. Quello sotto è De Chirico, porta gli occhiali neri da cieco, è un veggente. Bene, pochi anni dopo (in guerra) Apollinaire in un certo senso diventò davvero come un bersaglio del tiro a segno e morì proprio per un colpo alla tempia.

GIUSEPPE ARCIMBOLDO – IL LIBRARIO (1566)

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Questo quadro mi riporta alla mente bei ricordi, mi riporta alla mente la mia infanzia. Ricordo che era presente nel libro di italiano delle elementari, probabilmente messo li un po per caso sotto una qualche semplice poesia. Io passavo le ore a fissare quell’immagine, un essere fatto da vecchi libri che se ne veniva fuori da dietro una tenda era per la mia fervida immaginazione meglio di qualsiasi videogioco, era a dir poco fantastico. Dannazione è un essere fatto di libri dietro una tenda! Esiste qualcosa di più figo?! Spero afferiate anche voi la grandiosità di questa cosa!

MICHELANGELO MERISI – GIUDITTA E OLOFERNE (1599)

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Caravaggio è figo a priori. Una vita spericolata e la più alta tecnica pittorica mai raggiunta da uomo o donna nella storia dell’umanità. Il migliore. Non credo ci sia bisogno di spender parole su di lui tanto vincerebbe a mani basse.

CARLO CARRA’ – LA MUSA METAFISICA (1917)

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Altro pezzo da novanta, Carlo Carrà e la sua metafisica. Questo forse è il dipinto che amo di più in assoluto. Me ne innamorai a 12 – 13 anni, ricordo che era presente nel libro d’arte delle scuole medie e io ovviamente al posto di seguire le lezioni (ho sempre avuto un pessimo rapporto con la scuola) fantasticavo su questo dipinto. E’ stupendo, mi ricorda qualcosa di ancestrale, qualcosa di remoto ma familiare, qualcosa dietro l’angolo o dall’altra parte della parete o sotto il velo. Il tempo li è fermo e l’uomo non esiste, ma è una realtà tangibile ed è fatta di materia. E non so, mi fa pensare ad una soffitta ultradimensionale.

RENE’ MAGRITTE – LA LAMPE PHILOSOPHIQUE (1936)

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Un quadro che parla da solo.

RENE’ MAGRITTE – THE SON OF A MAN (1964)

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Assurdo e impossibile, lo trovo un quadro disturbante e lo amo proprio per questo. Mi trasmette quasi disagio, quasi inquietudine.

“Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un’altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere la forma di un sentimento letteralmente intenso, un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l’apparentemente visibile.” Renè Magritte a proposito del Figlio dell’uomo

SALVADOR DALI’ – CRISTO DE SAN JUAN DE LA CRUZ (1951)

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Dalì mi sta un leggermente antipatico, ma dal punto di vista artistico era sicuramente geniale. Certo, sono dell’idea che il surrealismo non sia puro e assoluto come la metafisica, ma questa è un altra storia… Nel Cristo di San Giovanni è la prospettiva a mandarmi fuori di testa, a dir poco allucinante e ipnotica, fantastica. La mia personalissima idea abbia è che abbia a che fare con un ipercubo, una dimensione spaziale in più, già usata altre volte da Dalì.

SALVADOR DALI’ – LA PERSISTENCIA DE LA MEMORIA (1931)

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BOOOM! E’ la mia testa che esplode fiammeggiando sparpagliando grumi di cervello un po ovunque mentre osservo “la persistenza della memoria”.

WILLIAM BLAKE – THE NUMBER OF THE BEAST IS 666 (1805)

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Non lo trovo particolarmente interessante come quadro, inizialmente non volevo nemmeno metterlo… L’unica cosa degna di nota a riguardo è che una volta sognai di essere al cospetto di quel demone (credo sia Satana in persona) e nel sogno egli mi spiego per quale motivo avesse tre teste e l’utilità del suo bastone, in oltre mi disse di aver anche dei guanti bianchi… Ma questa è un altra storia, magari un giorno ne scriverò.

G.MOSCO – GRU CORONATE (?)

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Mi scuso per la foto di bassa qualità, l’ho scattata io. Questo quadro è diverso da tutti gli altri, questo quadro si trova a casa mia e c’è sempre stato da quando io ho memoria. Non so molto a proposito, mio padre mi disse che glielo regalò un suo amico pittore molti anni addietro. Ci sono affezionato, trovo che sia bello e mi piace molto osservarlo. Sul retro sta così scritto:

“Gru coronate. A Roberto per buon ricordo.”

ENRICO ALEXANDER N.

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AMEN

Shortcore

Questo, purtroppo, non l’ho scritto io. È un pezzo dei Baustelle, e nonostante li trovi un po troppo altezzosi per i miei gusti, queste poche righe sono tra le più veritiere e sincere che abbia mai letto in vita mia.

E' difficile resistere al mercato amore mio,
 di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica.
 Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al '66.
 Ma ormai, la fine va da sé, è inevitabile...

(Baustelle - Il liberismo ha i giorni contati)

Ah, l’album è Amen del 2008…

ENRICO ALEXANDER

2016

 

La poesia del Pacciani

Manuale del Pulp

Ladies and Gentleman ecco a voi il Mostro di Firenze e la sua poesia!

Il Web ha tanto da offrire.

“Bravo… Bravo.. Noi condividiamo… Ma ora siamo davanti alla corte d’assise e lei è imputato di 16 omicidi”

Make America Putrid Again: GG Allin e Donald Trump

Manuale del Pulp

A pochi giorni dall’elezione del 45° presidente degli Stati Uniti d’America vi lascio con questa perla trovata sul web (un vecchio fotomontaggio?) GG Allin e Donald Trump!

Make American Putrid Again!

allin_trump

 

Fuori tempo massimo

Shortcore
Gli anni in cui passavano i The Kooks su Mtv sono passati.
Sono passati anche gli anni in cui esisteva ancora Mtv.
E il mio angelo custode ha ancora un bel da fare.
Lavoro extra fuori tempo massimo.
Mai pagato.

ENRICO ALEXANDER N.

2016

Di quella volta che a 18 anni tentai di trasferirmi a Londra

Diari di Viaggio

 

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Il me stesso diciottenne in aeroporto

 

Quella che segue è la fedele trascrizione (mamma spero non leggerai mai) del mio diario di viaggio di quando a 18 anni appena compiuti mollai lavoro, famiglia e amici e contro il volere di tutti tentai di trasferirmi a Londra. Si, ora mi rendo conto che era una cosa completamente fuori di testa; solo, senza soldi e senza sapere una parola di inglese partii per l’Inghilterra, durai poco ma fu un viaggio davvero epico per me. Rileggendo ora questi appunti mi rendo conto di quanto fossi piccolo e ingenuo e un po stupido, ma anche di quanto fossi libero e indomito. Insomma ero un teenager a tutti gli effetti, e nel mio modo di pensare c’era tutta l’avventatezza, la bellezza e l’inesperienza di quell’età.

23 Settembre

Sono partito dall’Italia senza pensarci su nemmeno un momento. Scendo dall’aereo, solo, con pochi soldi e senza sapere una parola d’inglese. Non so esattamente dove mi trovo, vicinanze di Londra, spero.

Prima vedevo cielo azzurro ed un pavimento di nuvole bianche, poi attraversate le nuvole mi si è aperto un mondo di terra, strade e case. Un effetto simile ad un flash. Cammino seguendo gli altri, ecco il primo luogo comune che diventa realtà; cielo grigio e leggera pioggerella, cazzo me ne frega. Esco dall’aeroporto tiro fuori le sigarette e noto una bizzarria per me italico, zero bidoni e neanche una cartaccia o un mozzicone a terra.
La giornata è volata via veloce, ora è buio e in qualche modo sono riuscito a trovare un ostello e rimediarmi a pagare, pensavo fosse più difficile, ma vedo che sono abituati agli stranieri sprovveduti come me, devono essercene molti…
Ho fatto più di un giro dell’isolato e in ostello ho conosciuto un portoghese, niente di cui scrivere anzi niente che abbia smosso la mia voglia di scrivere. Londra si presenta come una città bastarda, sarà dura. Avrò bisogno di aiuto, forse il portoghese potrà darmelo.

25 Settembre
Londra mi sta facendo capire che io e non solo (un po tutti quelli che non abitano in una megalopoli) dormono sugli allori. Qui tutti vanno a palla, gente che lavora al computer, legge, ascolta la musica, oppure chiude gli occhi qualche minuto sui metrò, che passano ogni secondo in ogni direzione in una galassia multicolore di linee, vanno e vengono ovunque, pubblicità onnipresente, dentro-fuori-sopra-e-sotto, mille negozi aperti ad ogni ora, mille ristoranti di ogni regione del mondo, mille lingue e nazionalità diverse, gialli-bianchi-neri-rossi, insomma di ogni colore di pelle. E trovano tempo per fare tutto, come se le giornate durassero 48 ore. Avere un “ritmo londinese” può essere un gran vantaggio.

27 Settembre
È sabato mattina, quindi dovrei essere al quinto giorno. Rimane una città bastarda anche se lentamente le cose si stanno sistemando ed io mi sto abituando. Il più è arrivare al 10, 11 di Ottobre. Ora riesco a mangiare con 3 o 4 sterline al giorno, quindi facendo una rapida botta di conti potrò rimanere senza problemi economici fino novembre, o ancora meglio fino a fine Novembre. Già perché sono partito senza sapere quando e se tornerò…
Ore 21:30 del medesimo giorno, sono in un McDonald’s, ma prima che entrassi qui a sfamarmi ero nel bazar dall’altro lato della strada ad acquistare Popper per poche sterline. Personalmente credo che sia una sostanza orribile, crea danni pari a droghe pesanti, ma è legale, legale solo perché meno rinomato ma forse più dannoso di altro. Comunque sia ora sono qui con il mio panino a scrivere rilassanti versi del cazzo, in altre parole solo un ridacchiante coniglio drogato che si auto-ipnotizza in un fottutissimo Mc tra altri milioni di persone a Londra. Meglio, peggio o come me.
Post scriptum: In giornata ho visitato il museo delle cere Madame Trussò, un bel posto. Magari un giorno ci finirò sotto forma di statua, non si sa mai nella vita.

28 Settembre
Camden sembra il paese dei balocchi, alternativo autodistruttivo. Sembra quasi un isola di Varano dove l’evoluzione è continuata in un’altra direzione. Si sembra quasi che nei primi anni 70 abbiano preso i rimasugli del 68 e li abbiano sbattuti in quel piccolo borgo intimandoli di riprodursi e di non dare troppo fastidio altrove, ora il tutto si è evoluto, ed è uno stupefacente intreccio di musica, colori, consumismo, dissoluzione, sentimenti vari e vita. Non dico che sia giusto e non dico che sia sbagliato, dico solo che tra quell’ammasso di turisti, strana gente e venditori ambulanti di qualsiasi tipo di merce mi trovo bene. Per una volta tanto su cento persone sono certo ce ne sia qualcuna come me. Posto fantastico, personalmente mi piace.

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A quanto pare a 18 anni avevo molta più faccia tosta di adesso

30 Settembre
Dunque, oramai è fatta. Rimarrò in questo ostello fino alla mattina del 11 Ottobre, ho speso 100 sterline per 10 giorni, me ne rimangono 60 con cui mangiare a bruciapelo, dovrei spendere una media di cinque sterline al dì. Questo vuol dire che fino ad allora non prenderò la metro. Nell’ostello tutto il dì fino all’undici Ottobre, poi via in cerca di un provvisorio ostello più economico.

2 Ottobre
Finora è una vacanza magnifica, molto dura, molto bella. Mi sta facendo crescere questo tour, avvenimenti che ti lasciano il segno, che sia il viaggio di passaggio della vita, parti ragazzo e torni… Cosa torno?
Come dimenticare gli australiani, le canne col il norvegese, l’arresto spettacolare di quel ragazzo, l’aspirante fotografo di guerra, le cibarie scarse e cattive, la metropolitana, gli ostelli, il supermarket, Candem, le migliaia di nazionalità diverse, i palazzi, i musei, i monumenti…
Per non parlare del ritorno, è una grande possibilità! Partire serve anche per tornare, e ricominciare, non da capo però, ma sempre di ricominciare si tratta.

4 Ottobre
Sto migliorando notevolmente il mio inglese, ho la possibilità di riflettere sul mio futuro e ho conosciuto anche moltissima gente. Tutto sommato, contando che sono partito da solo, me la sto cavando da Dio. Propositi per il futuro, insomma decidere della mia vita, quello che farò per il resto del mio tempo su questa terra.

5 Ottobre
È dura fare notte qui in ostello, non c’è mai niente da fare a parte internet, ma non posso spendere tutti quei soldi all’Internet point. C’è la TV, che però è in inglese, meglio di niente certo, ma la sala TV è sempre piena.
E cazzo, nelle sigarette mi vanno via un sacco di soldi, dovrei non fumare, sarà dura.

6 Ottobre
Questo libretto è magnifico, mi permette di relegare all’eternità i miei pensieri, le mie parole, i miei viaggi, sia mentali che fisici. A volte mi chiedo, nelle mie solite paranoie, se non stia scrivendo troppo? Ma se non sbaglio qualche nome notevole quando partì per l’Africa portò cento di questi libretti e non gli bastarono… E quando dico questo libretto, intendo proprio questo. Stesso, uguale, identico. Almeno cosi dicono loro, ufficio pubblicità pompose? Gran libretto comunque.
Tornando a noi, penso che Londra sia come una grande puttana, si fa scopare un po da tutti ma non ama nessuno. Ma a pensarci bene ho inventato solo una frase bella da ascoltare, non ha fondamento. È vero si fa scopare da tutti, qui c’è gente di ogni etnia che ci vive dentro e viene accettata “tra le sue gambe”, ma il secondo punto non regge assolutamente, una città non ama, semmai viene amata. Eh. Suvvia Enrico.
Chissà se un giorno, quando sarò morto e dopo aver condotto una vita da celebrità, troveranno i miei libretti e magari leggeranno questa frase e diranno “guarda qui, ci pensava anche da giovane a questo momento”. Mi piace molto lavorare di fantasia, e questa sera mi sento molto buono, molto positivo in generale, ottime frequenze. Scrivere la sera è molto meglio, perché si è un po come delle spugne, se scrivessi la mattina sarei vuoto invece la sera butto sulla carta tutte le feels della giornata, anche inconsciamente.
Se proprio devo divagare e essere schifosamente sdolcinato meglio farlo fino in fondo: Si, amo tutto ciò e amo il mondo! Che smancerie del cazzo però.

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Io con uno sguardo saggio e il London Bridge

7 Ottobre
Sono cambiate un sacco di cose, innanzitutto sono quattro giorni che ho finito i soldi, e quindi fumo poco e quelle che fumo sono tutte scroccate, mangio grazie agli amici e grazie ad un pacco di riso trovato in camera, era aperto, non ho idea da dove venga e di chi sia, lo cucino con pentole e posate trovate in giro. Condizioni igieniche precarie e tra l’altro non posso fare a meno di bere acqua dal rubinetto, che mi dicono non sia potabile, vecchie tubature londinesi, vecchi palazzi… Non avendo cash per la lavanderia i mie vestiti non sono propriamente definibili puliti, in oltre dormo in un letto che è stato sporco fin dal principio. Ogni tanto di notte passa correndo qualche ratto nella stanza, quando l’ho detto al tizio della reception egli mi ha dato un rotolo di carta adesiva e mi ha detto impassibilmente “catch it” ovvero prendilo. Per essere nel centro di Londra è uno strano ostello questo…
Poi per fortuna gli amici mi aiutano, come non ricordare i ragazzi di Roma che oggi mi hanno offerto un piatto di pasta, e quel altro tizio che mi offre birra e sigarette, e poi c’è G, di cui sicuramente troverò il tempo per parlarne più avanti.
Comunque sia sto imparando un sacco di cose, questa vita quasi di strada mi fortifica. Ne avrò molti benefici al mio ritorno e per il resto della mia vita.

8 Ottobre
Londra è un po’ come un grande polmone che respira, o un grande cuore che batte, Big City Life dei Matafix gli calza a pennello. È una città veloce che ti confonde le idee, non riesci bene a concentrarti ed elaborare di mente. Infatti da quando sono qui sembra che non abbia più attitudine e ispirazione al pensiero. È una città che ti da molte opportunità, ma anche una città dove è facile perdersi mentalmente e non combinare più un cazzo. L’equilibrio di tutte le cose si vede anche in questo, e quindi quello che Londra può darti, è pari a quello che può toglierti.
Ora, come mi ero ripromesso scriverò di G. Egli è una persona sicuramente unica. Si è vero ha fatto cose alquanto discutibili, orribili se vogliamo; violenza, eroina, arresti, vita da barbone e via dicendo… Però è fondamentalmente buono e si rende conto di non starci più con la testa. Se vogliamo è addirittura geniale, mi ha aperto gli occhi su molte cose ed è stato simile ad un maestro in questi giorni.
Mi ha dato da mangiare e mi ha insegnato molto, ma in lui c’è qualcosa che non va, che funziona male, e lui se ne rende conto. Forse è per via dell’affetto che gli ha negato la sua famiglia, abbandonandolo, o forse è solo colpa sua, o forse tutte e due le cose, o altro ancora. Fatto sta che è un po un mentore in questi giorni londinesi, grazie G.
Ieri mi ha detto “Hei Enrì, ma perché ogni giorno si diventa sempre un pochettino più cattivi?”

9 Ottobre
Ancora senza soldi, spero mi arrivino domani che è venerdì, oppure dovrò aspettare fino a lunedì. Oramai ho consumato il bancomat a forza di provare a prelevare soldi che non ci sono.
Domani mattina cambio ostello, vado in zona 2 che costa meno. Inizio a conoscere abbastanza bene Londra e mi ci sono abituato quasi totalmente. Tutto sommato, avendo soldi, non è male la vita, anzi direi che è bella se si ha un buon giro tra ragazze e amici. Certo, casa è un altra storia, Bellaria è il primo amore e non è confrontabile con altri posti. Anche se magari non ha certe qualità, è casa mia e quindi la preferisco sempre. Non si possono fare paragoni con la propria città.

10 Ottobre
Questa giornata ha fatto schifo. Non ho soldi, ho fame e sono in uno schifoso ostello pieno di scarafaggi. Sono anche l’unico culo bianco della stanza. E ora che sono a terra mi esplodono dentro brutte sensazioni, come bombe. Dicono che Dio è speranza forse perché quando non si ha più niente è l’ultimo appiglio, questo è molto opportunista, anche io lo sto facendo. Il tutto però mi sta dando appigli per il futuro, quando tornerò a casa voglio schizzare in cielo come una dannatissima-luminosa-cometa. Non mi rendevo conto di quello che avevo in Italia, aspettavo che il successo mi cadesse tra le mani, ma ora ho capito che con quello che ho posso raggiungerlo, devo raggiungerlo. Voglio sfruttare ogni secondo della mia vita.

11 Ottobre
Oggi le cose sono andate meglio, la mattina è partita malissimo, una gran fame ed ho dovuto dare la mia maglietta nuova in cambio di schifosi spaghetti precotti al canadese in camera con me, poi ho dovuto contattare G e chiedergli dove si trova la mensa dei poveri, ma credo che lui non abbia più intenzione di aiutarmi e quindi non si è visto nemmeno oggi. Poi vagabondando per l’ostello ho visto un pacco di biscotti incustodito, me ne sono appropriato. Il mio orgoglio ne ha sofferto, sia del rubare sia del chiedere per la mensa dei poveri, ma non potevo fare altrimenti. Dopodiché ho contattato il colombiano (ieri ho s-venduto per due soldi la mia telecamere nuova nuova ad un colombiano conosciuto per strada) che mi doveva pagare le restanti 60 sterline, ha fatto leva sulla mia disperazione e me ne ha date solo 50, quindi con quei soldi ho mangiato e nella sera sono andato a Queensway dove ho bevuto qualche birra e fatto due chiacchiere con i ragazzi di Roma, tutto sommato serata molto piacevole.

Appunti
Soldi telecamera:
30p venerdì
50p sabato
Per un totale di 80p, circa 100 €.
Ci ho perso, ma la necessità mi ha costretto.

Ostelli:
Dal 23.9 al 25.9 Bayswater Hostel
Dal 25.9 al 10.10 Hyde Park Hostel
Dal 10.10 al 13.10 Halbercome House
Dal 13.10 al ??? Hyde Park Hostel

12 Ottobre
Domani mi aspetta una giornata molto impegnativa, devo cambiare ancora ostello tra le altre cose. Poi sistemarmi con i soldi, visitare Harrods e tagliarmi i capelli.
Giovedì 23 tornerò in Italia, verso mezzogiorno, devo fare molto. Devo puntare in alto d’ora in poi quindi devo fare delle scelte: potrei tornare all’Opel ma li non ho futuro, certo stipendio di 1100€ al mese, ma non avrei tempo per un secondo lavoro, o per studiare, o per fare altro…
Si rientro in Italia, c’è la posso fare, una macchina da guerra con un cuore (citazione di G?), ho bisogno di mezzi come un computer con internet e un’automobile. E ho anche bisogno di migliorie personali, quali palestra e nuove amicizie.

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Io e del cibo cattivo. Sembra andasse di moda vestirsi come J-Ax…

21 Ottobre
Fra circa una trentina di ore salirò su di un aereo che mi riporterà a casa…
Me ne sto da circa un mese nella città e dopo vari alti e bassi mi si presenta inaspettato il ritorno a casa.

Quindi ho arraffato  qualche ***** e dell ***** e mi sono apprestato ad iniziare il mio personalissimo saluto a Londra. Questa sera sono ****** ******, ho preso dell *****, del *****, una di quelle ***** delle altre ***** anch’esse allo *****. Poi ***** e la mega sbronza di una ventina di ore fa ancora sul groppone.

Purtroppo non sono accerchiato da una buona compagnia, con me c’è il sardo, bravo ragazzo forse un po’ ignorante ma tutto sommato bravo, due francesi di cui uno è un grezzo hippy e l’altro un giovane con molti sogni e poca irrequietezza. Poi l’italiano, una testa calda, un anarco-comunista convinto che si vanta di essere un drogato e girare l’Europa alla stregua di un barbone (questo almeno è ciò che sostiene lui) ha una ignoranza mentale vasta si esagita per ogni cosa.
Io mi ritiro nella mia piccola stanza dove ci sono altri cinque stranieri che stanno dormendo, ed eccomi qui, sdraiato nel mio sudicio letto a scrivere grazie alla luce dello schermo del cellulare. Realizzo di essere a Londra, questa città veloce, un ammasso di umani che convivono all’unanime. È come se la città fosse viva e tutti noi fossimo il sangue che circola all’interno. Per chi ha un cervello abbastanza ricettivo può essere una buona città, vite da ogni parte del mondo ti danno l’opportunità di incappare tra migliaia di spunti di vita diversa. Londra che riesce a distrarre ed ammaliare ogni tipo di persona. E non conta più di tanto da dove vieni o cosa fai.
Presto tornerò in Italia e dimostrerò a tutti le magnifiche cose che posso fare, il mio migliore alleato sarà la determinazione, ne avrò molto bisogno, cercherò un lavoro, andrò in palestra, non mi autodistruggerò più e vedrò anche di accumular soldi.

23 Ottobre
Fine del viaggio londinese, ora, per modo di dire, si torna alla vita normale!

Piccolo appunto che aggiungo adesso, nel 2016: all’alba dei mie 27 anni mi fa davvero molto ridere e sorridere leggere la banalità del me stesso diciottenne, ma è una risata di affetto per una ingenuità e un’innocenza che ora purtroppo non ho più.

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Bye Bye

ENRICO ALEXANDER N.

2016