CIBERNETICA

Shortcore

creation

Visto che il transumanesimo ci fotterà e che siamo inesorabilmente destinati all’estinzione, fatevi trovare pronti.

Ecco qui un disco e un libro che ho trovato incredibilmente moderni.

Spero li apprezzerete quanto me.

Il disco è “ELECTROSPECTIVE” una raccolta di vari artisti piu o meno elettronici pubblicato da EMI nel 2012. Ecco il link Spotyfi:

E il libro è “LA POESIA CONTEMPORANEA 1945/1972” del 1973 di Bruno Basile pubblicato da Sansoni. Dentro ci troverete cose abbastanza malate. Ecco la foto della mia copia che ho acquistato ad una fiera d’antiquariato e cianfrusaglie varie:

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ENRICO ALEXANDER

12 libri che mi hanno (quasi) cambiato la vita

Manuale del Pulp

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ARTWORK BY DAVID FOLDVARI (www.davidfoldvari.co.uk)

Odio i blog con che fanno liste, cose tipo: 10 piatti detossinanti a base di stracci e cartone che DEVI assolutamente mangiare, 10 drammi di chi è troppo intelligente gentile sensibile unico incompreso, 10 film migliori del biennio 84-86 in Kamchatka, 10 sex symbol nordcoreani e così via… E’ roba da fighetti, da hipster, contenuti web per ostentatori del cazzo.

(fate una pausa riflessiva e poi dimenticatevi quel che ho detto)

Quella che segue è una lista di libri belli. Libri che vi consiglio di leggere. Libri che, almeno nel mio caso, hanno formato il mio (pessimo) carattere. Libri che se ci incontriamo davanti ad una birra abbiamo qualcosa di cui parlare. Libri con cui potrete fare i fighi al cenone di Natale dell’anno prossimo con il cugino spocchioso pseudointelletuale che tira fuori in continuazione Kafka per darsi un tono*. Libri che volendo potete anche usare al posto del piede rotto del divano (Homer Simpson dixit).

* pare che la gente si senta figa a pronunciare “Kafka”

Ecco a voi i 12 libri:

STEPHEN KING – IT (1986)

Che dire, personalmente lo trovo il più bel libro che abbia mai letto. Un mattone da più di 1300 pagine che rapisce a tal punto che una volta arrivati alla fine si desidera abbia altre 1300 pagine. Una storia che si snoda nell’arco di 28 anni, una divinità simil lovcraftiana, un gruppo di ragazzini (poi adulti) terrorizzati ma risoluti che combattono contro qualcosa immensamente più grande e forte di loro. Il tutto in atmosfere da horror classico, da mostri sotto il letto. Ti prende a tal punto che una volta finito ti sembra di averlo vissuto, di essere stato li in un tempo remoto o in un altra vita con Richie, Bill, Beverly, Eddie e gli altri a combattere Pennywise.

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MICHAIL BULGAKOV – CUORE DI CANE (1925)

Un libricino di sole 126 pagine che traspira Russia tutti i pori. L’ambiente è quello intellettuale Moscovita di inizio 900 (Bulgakov satirizza parecchio sulla situazione politica dell’epoca) un professore di medicina si cimenta in un esperimento folle, trapiantare i testicoli e l’ipofisi di un uomo morto ad un cane. L’intervento riesce e il cane pian piano inizia a trasformasi in umano, un pessimo umano. E’ un bel libro perché è breve, divertente, leggero e trasuda quell’atmosfera Russa di cui parlavo prima.

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GEORGE ORWELL – 1984 (1949)

Forse il libro più significato dell’intero XX secolo. Mostra un futuro governato dall’opprimente e invincibile sistema del totalitarismo. Un libro critico, un libro punk, un libro ribelle, un libro sulla libertà e una storia d’amore. Il finale è tra i più tristi che ci possano essere, come nel mondo reale i “buoni” non vincono sempre.

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GUSTAV MEYRINK – IL GOLEM (1914)

Un libro che assomiglia ad un warmhole, una storia tetra e incredibilmente metafisica dove le realtà, spazio e il tempo si sovrappongono. Ambientata a Praga tra antiche leggende ebraiche, omicidi, vicoli nebbiosi e qualcosa di simile ad un viaggio astrale tra diverse realtà. Se poi lo leggete in piena notte dopo qualche bicchiere di vino diventa ancora più contorno e interessante.

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BRET EASTON ELLIS – AMERICAN PSYCHO (1991)

Il grande romanzo americano. Mostra tutta la falsità degli anni 80 (ma vale anche per i giorni nostri). E’ lo spaccato di una società dove l’importante è apparire e non fotte niente a nessuno se sei un assassino psicopatico, l’importante è la marca di scarpe che hai ai piedi. Personalmente è il romanzo che ha influito di più sul mio modo di scrivere.

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EDGAR ALLAN POE – TALES (1845)

Non credo ci sia bisogno di trovar motivi per leggere Poe. Leggetelo e basta. I suoi racconti sono qualcosa di fenomenale. Incredibilmente moderno, fonte di ispirazione per tutti quelli che son venuti dopo. Master of horror.

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CHUCK PALAHNIUK – SOFFOCARE (2001)

L’unico libro di questa lista ad essere stato scritto nel XXI secolo. A grandi linee è la storia di un disadattato, di un figlio che la società non riconosce. Lui se ne fa una ragione e vive la sua vita più o meno sbattendosene. E’ bello (e facile) identificarsi nel protagonista. In oltre l’ha scritto Palahniuk, e si sà, non esistono libri brutti di Palahniuk.

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HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT – TUTTO CIO’ CHE HA SCRITTO

Vale lo stesso detto per Poe, non credo ci sia bisogno di trovar motivi per leggerlo. Leggetelo e basta. Da un certo punto di vista è anche migliore di Poe, insomma quest’uomo ha creato un intera realtà parallela con una sua cosmologia e sopratutto con un pantheon di divinità eterne e terribili. In passato avevo scritto un post (eccolo qui) interamente dedicato a lui, se ne avete voglia leggetelo.

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PHILIP K. DICK – LA SVASTICA SUL SOLE (1962)

L’ucronia per eccellenza. Siamo un un futuro alternativo dove la seconda guerra mondiale è stata vinta dall’Asse, e ovviamente il mondo è molto diverso da quello che conosciamo noi. Dentro questo libro si nasconde una piccola idea fantastica, un po difficile da rendere a parole ma ci proverò: La svastica sul sole è un libro in cui la guerra è stata vinta dall’Asse ed è stato scritto in una realtà dove la guerra è stata vinta dagli Alleati, nella realtà del libro (quindi vincita dell’Asse) viene citato un altro libro dove la guerra è stata vinta dagli Alleati. E’ una realtà concentrica, io amo queste cose! Il finale del libro, che ovviamente non vi svelerò, è fantastico, fa pensare al fatto che anche cambiando la disposizione delle cose certi eventi sono inevitabili.

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JULES VERNE – VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864)

Con Verne si torna bambini, mi ha fatto amare la scienza e l’avventura come nessuno, ancora oggi sogno una vita come quelle dei protagonisti dei suoi libri. Tra i suoi viaggi straordinari viaggio al centro della terra è il mio preferito, c’è tutto ciò che si possa desiderare, avventura, cultura, fatti straordinari e quell’odore di Belle Epoque (anche se formalmente inizia nel 1871) sempre affascinante.

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JACK KEROUAC – I VAGABONDI DEL DHARMA (1958)

Anche Kerouac ha vissuto la vita che vorrei vivere io (alcolismo e morte per esso a parte) vagabondare senza meta, conoscer gente e imbarcarsi per folli imprese. I vagabondi del Dharma è uno splendido diario di viaggio, racconta con affascinante innocenza le avventure del movimento beat della prima ora. Sono gli anni 50 e in un’America ancora bigotta e conservatrice Jack e gli altri se ne sbattono altamente di come vengono etichettati e vivono come piace a loro. Le due cose in assoluto che mi han colpito di più sono la bontà d’animo di Kerouac è la sua lungimiranza, nell’arco del libro profetizza un futuro che si avvererà (movimenti del 68 e quant’altro). Ah tutto il libro è impermeato di buddismo e di un qualcosa che definirei zen, il che non guasta.

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SCLAVI & STANO – DYLAN DOG n.43 STORIA DI NESSUNO (1990)

Ok non è un libro, ma per me era troppo importante per non metterlo. Non esagero dicendo che è uno dei testi che hanno influito di più sul mio modo di pensare. E’ una storia metafisica, è la miglior rappresentazione della sfuggevolezza e dell’ambiguità della realtà in cui viviamo. Siamo tutti abituati a pensare che tutto ciò che ci circonda si vero, immutabile e fermo, non è così e la fisica lo conferma, tutto è relativo e mutevole. Siamo ingannati dai nostri sensi e le cose che ci circondano, le altre persone e il tempo stesso esistono su molti livelli diversi e in modi che noi non possiamo concepire. Credo che leggere “storia di nessuno” allarghi gli orizzonti. Ah il personaggio di Crandall Reed non è altri che Angelo Stano stesso intento a disegnare Dylan Dog. E se anche la nostra realtà in verità fosse una realtà relativa, magari quella di un fumetto?

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ENRICO ALEXANDER N.

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Letteratura Supercondensata

Manuale del Pulp

Circa un anno fa ho abbandonato la vecchia carta stampata e sono passato al reader, scelta di cui sono contentissimo. Tra i tanti vantaggi del digitale c’è anche il poter evidenziare e salvare ciò che si vuole. Ora, un anno dopo, tra tutti i libri che ho letto ne ho scelti 12 (simbolicamente uno al mese) e tra tutte le sottolineature che ho fatto ho scelto le migliori, ed ecco a voi un anno di libri supercondensati conditi con qualche appunto personale!

Tutto ciò ricorda un po quelle pessime televendite da canali locali:

Hei giovane hipster non perdere tempo a leggere inutili e lunghi libri, con questo breve e semplice post potrai fare il figo ai tuoi aperitivi del cazzo!

Dean 2Quello nella foto non è un hipster, è James Dean, e mi sta molto simpatico

Gennaio

SOFFOCARE – PALAHNIUK CHUCK

  • Perché lui, quel piccolo burino illuso, pensava davvero che lo aspettasse un futuro migliore. Bisognava solo lavorare abbastanza. Imparare abbastanza. Correre abbastanza veloce. Tutto sarebbe andato per il meglio, e alla fine la vita gli avrebbe dato qualcosa.
  • Mettiti la crema solare, tutti i giorni. Tingiti i capelli grigi. Non impazzire. Riduci i grassi e gli zuccheri. Fai più addominali. Non cominciare a dimenticarti le cose. Accorciati i peli del naso. Prendi del calcio. Mantieniti idratato. Tutti i giorni. Ferma il tempo e rimani per sempre nello stesso posto. Non invecchiare, mai. (Appunto personale: Tyler sei tu?)
  • Evitando lo scontro. Scappando. Più o meno nello stesso modo in cui tutti quanti viviamo le nostre vite, guardando la televisione. Fumando merda. Prendendo medicinali a casaccio. Spostando la nostra attenzione. Masturbandoci. Rimuovendo.
  • Esiste il contrario del déjà vu. Lo chiamano jamais vu. È quando incontri le stesse persone o visiti gli stessi posti in continuazione, ma ogni volta è come fosse la prima. Tutti sono sconosciuti, sempre. Niente risulta mai familiare.
  • Lo facciamo tutti i giorni. Uccidiamo chi deve ancora nascere per salvare chi invecchia. Nella luce dorata della cappella, ansimandomi le sue ragioni all’orecchio, mi ha chiesto: ogni volta che bruciamo un litro di benzina o un ettaro di foresta tropicale non stiamo forse uccidendo il futuro per salvare il presente?
  • Nessuno si era reso conto di che noia sarebbe stata. Una volta che il mondo fosse stato suddiviso in proprietà, sottoposto a limiti di velocità e piani regolatori e tassato e irreggimentato, una volta che tutti fossero stati esaminati e registrati e provvisti di un indirizzo e di documenti. Nessuno aveva lasciato spazio all’avventura, se non al tipo di avventura che si può comprare. Su un ottovolante. Al cinema. E anche così, sarebbero sempre state emozioni finte. Perché uno lo sa benissimo che alla fine i dinosauri non mangeranno i bambini. Il pubblico delle proiezioni di prova si è espresso contro qualsiasi remota possibilità di finta catastrofe. E non esistendo la possibilità che si verifichi una catastrofe vera, un rischio vero, ci è preclusa anche ogni possibilità di salvezza vera. Ebbrezza vera. Eccitazione vera. Gioia. Scoperta. Invenzione. Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia. Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace.
  • Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, be’… la gente muore. Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, una leggenda, durano in eterno.
  • La burocrazia e le leggi hanno già trasformato il mondo in un campo di concentramento pulito e sicuro». Stiamo crescendo una generazione di schiavi.
  • Quando hai una dipendenza, puoi vivere senza sentire nulla, se non gli effetti dell’alcol, delle droghe o della fame. Eppure, se paragoni queste sensazioni alle altre, la rabbia, la paura, l’angoscia, la disperazione e la depressione, be’… una dipendenza non ti sembra più tanto brutta. Sembra una scelta più che praticabile.
  • «Ogni cosa in più che possiedi» dice «è solo l’ennesima cosa che un giorno perderai.»
  • E non c’è via di fuga, per chi vive in fuga. Distraendosi. Evitando lo scontro. Aspettando che passi. Masturbandosi. Negando.

Febbraio

INCUBI E DELIRI – KING STEPHEN

  • Aveva una sonorità buia e piacevolmente portentosa. L’arco di discesa.
  • La diplomazia di una carriola di cemento che casca da un’impalcatura. (Appunto personale: Esattamente come il gentil sesso)
  • Allora rifletto, quando c’è silenzio, a notte fonda, come ora, che il nostro mondo nel suo insieme, tutto quello che noi vediamo come bello e normale e giusto, potrebbe essere come un pallone di cuoio gonfio d’aria. Solo che in certi punti il cuoio si è consumato ed è molto sottile, punti dove le barriere sono impalpabili.
  • Ma se Dio dovesse scendere dal cielo in questo preciso istante per cominciare a disfare la tua vita come i punti malcuciti dell’orlo di un foulard, probabilmente ti sarebbe più facile comprendere il mio punto di vista. (Appunto personale: concetto di un Dio frattale?)
  • Quando nel tuo ufficio si presenta Dio a dirti che ha deciso che preferisce la tua vita alla Sua, come puoi credere di avere vie d’uscita?

 

Marzo

LA SVASTICA SUL SOLE – DICK PHILIP K.

  • Se il sogno americano è un incubo da cui ci si risveglia con la paura che esso sia ‘vero’
  • L’autore di un romanzo in cui la Storia degli anni Sessanta – quella che noi lettori conosciamo o crediamo di conoscere – diviene semplicemente un racconto letto da alcuni personaggi, i quali ritengono di essere persone ‘reali’ come noi, che, simili a loro, ci illudiamo di esistere e invece facciamo parte di un sogno concepito da una creatura misteriosa su un differente piano dell’esistenza.
  • …corpo deforme e onnivoro della cultura di massa.
  • È un mondo psicotico, quello in cui viviamo. I pazzi sono al potere. Da quanto tempo lo sappiamo? Da quanto tempo affrontiamo questa realtà? E… quanti di noi lo sanno? Non Lotze. Forse se uno sa di essere pazzo, allora non è pazzo. Oppure può dire di essere guarito, finalmente. Si risveglia. Credo che solo poche persone si rendano conto di tutto questo. Persone isolate, qua e là. Ma le masse… che cosa pensano? Tutte le centinaia di migliaia di abitanti di questa città. Sono convinte di vivere in un mondo sano di mente?
  • Vogliono essere gli agenti, non le vittime, della storia.
  • Io sono debole, piccolo, senza la minima importanza per l’universo. L’universo non si accorge di me, e io vivo senza essere visto. Ma perché questo deve essere un male? Non è meglio così? Gli dèi distruggono coloro di cui si accorgono. Se sei piccolo potrai scampare alla gelosia di chi è grande.
  • È colpa di quei fisici e di quella teoria della sincronicità per cui tutte le particelle sono collegate fra loro; non si può scoreggiare senza cambiare l’equilibrio dell’universo.
  • Neppure le potenze ispirate dal demonio avrebbero potuto farlo risorgere.
  • E adesso… dissoluzione. Decadimento.
  • Il metallo viene dalla terra, pensò mentre osservava. Da ciò che sta sotto: da quel regno che è il più basso e il più denso. Luogo di folletti e di caverne, umido, sempre buio. Il mondo yin, nel suo aspetto più malinconico. Il mondo dei cadaveri, del disfacimento, della rovina. Delle feci. Di tutto ciò che è morto, che è scivolato verso il basso e si è disintegrato, strato dopo strato. Il mondo demoniaco dell’immutabile; il tempo-che-fu.

 

Aprile

L’ARTE DI VIVERE I SOGNI – T.PEISEL, J.ZEIZEL, D.TUCCIOLO

  • …e introiettare un sano senso di sospetto verso la realtà.
  • Durante il giorno la nostra esperienza è contraddistinta da input sensoriali provenienti dal mondo esterno, mentre quando sogniamo la nostra attenzione è rivolta verso l’interno. Pensieri e ricordi divengono gli agenti attivi delle nostre esperienze.
  • Chi guarda fuori, sogna; chi guarda dentro, si risveglia. Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica, in realtà un moderno sciamano.
  • …alla loro età non si fanno condizionare dal pensiero di avere dei limiti.
  • C’è da piangere considerando tutti i sogni che abbiamo dimenticato, come se un’amnesia avesse spazzato via anni e anni della nostra vita. Pensate a quanta saggezza, quanti insegnamenti perduti a causa di quest’oblio

 

Maggio

ON THE ROAD – KEROUAC JACK

  • …credono nella vita ma respingono i sistemi morali e sociali precostituiti e vogliono scoprirne da sé dei nuovi sperando – o illudendosi – di trovarli più efficienti.
  • Il collettivismo è destinato a far presa sugli adulti, su gente già stanca e rassegnata, gente che non crede più in se stessa e ha bisogno di appoggiarsi sull’aiuto degli altri.
  • …perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno “Ooohhh!”. (Appunto personale: Hai detto poco Jack…)
  • Mi trovavo lontano da casa, ossessionato e stanco del viaggio, in una misera camera d’albergo che non avevo mai vista, a sentire i sibili di vapore là fuori, e lo scricchiolare di vecchio legno della locanda, e dei passi al piano di sopra, e tutti quei suoni tristi; e guardavo l’alto soffitto pieno di crepe e davvero non seppi chi ero per circa quindici strani secondi. Non avevo paura; ero solo qualcun altro, un estraneo, e tutta la mia vita era una vita stregata, la vita di un fantasma.
  • Nella sua semplice anima non poteva penetrare quel mio modo di parlare felice.
  • L’unica cosa per la quale languiamo nei nostri giorni di vita, che ci fa sospirare e lamentarci e sottostare a dolci nausee di ogni specie, è il ricordo di una certa felicità perduta che probabilmente è stata sperimentata nell’alvo materno e può riprodursi solamente (quantunque noi si detesti ammetterlo) nella morte.
  • Questi bastardi hanno inventato materiali plastici con i quali potrebbero costruire case di durata eterna. E i copertoni. Gli americani si uccidono a milioni ogni anno a causa delle gomme difettose che sulla strada si surriscaldano e scoppiano. Potrebbero produrre gomme che non scoppiano mai. Lo stesso col dentifricio. C’è una certa resina che hanno inventata e non vogliono farla vedere a nessuno, che se la mastichi da bambino non ti viene più carie per tutto il resto dei tuoi giorni in terra. Idem con i vestiti. Sono in grado di fabbricare stoffe che durano in eterno. Preferiscono fare merci a poco prezzo così tutti continueranno a lavorare e a mettere la firma sotto l’orologio marcatempo e a organizzarsi in sindacati malinconici e ad affaticarsi qua e là mentre la gran camorra continua a Washington e a Mosca.»
  • Capii che ero morto ed ero tornato alla luce innumerevoli volte ma solo non me lo ricordavo, soprattutto perché i passaggi dalla vita alla morte e di nuovo alla vita sono così fantomaticamente facili, una magica azione per nulla, come cadere addormentati e svegliarsi di nuovo un milione di volte, la pura casualità e la profonda ignoranza di ciò.
  • Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.
  • In fondo la strada è fatta apposta per farci girare il mondo.
  • Erano venuti giù dalle montagne dell’interno e da luoghi più alti per protendere le mani verso qualcosa che essi pensavano la civiltà potesse offrire, e non s’erano mai sognati la tristezza e le povere spezzate illusioni di essa. Non sapevano che era stata creata una bomba capace di infrangere tutti i nostri ponti e le nostre strade e ridurli a un ammasso di rovine, e che un giorno o l’altro saremmo anche noi diventati poveri come loro, e avremmo teso la mano nella stessa, identica maniera.
  • …e seppi che avevo vissuto un’intera vita e molte altre ancora nel povero guscio della mia carne fatta d’atomi, e sognai tutti i sogni possibili.

 

Giugno

PER INTENDERE LA TEORIA DI EINSTEIN – ROGGERO EGISTO

  • Noi vediamo la luce del sole, quelle delle stelle, i colori del cielo e l’universo ci appare quindi luminoso: ma tutto questo è solo per noi esseri senzienti con organi adatti; fuori di noi l’universo è buio ed incolore.
  • Lo stesso devesi dire de’ colori: noi non conosciamo che i sette colori dell’iride, ma nello spettro solare esistono altri colori che noi non possiamo vedere
  • Gli avvenimenti che sono contemporanei alla strada non sono contemporanei rispetto al treno, e viceversa. Ecco la relatività della “contemporaneità”. Ne viene che ogni sistema di riferimento ha il suo proprio tempo.
  • Un giorno lontano nella storia – venticinque secoli fa – un uomo, un filosofo disse che tutta la natura che ne circonda altro non è se non una grande illusione dei nostri sensi!
  • Il fenomeno di natura esiste perché noi lo percepiamo e unicamente per questo.

 

Luglio

I PIACERI VIZIOSI – TOLSTOJ LEV

  • Nel periodo della sua vita cosciente, l’uomo ha spesso l’occasione di distinguere in sè due esseri assolutamente distinti: l’uno, cieco e sensitivo; l’altro, veggente e pensante. Il primo mangia, beve, si riposa, dorme, si riproduce e si muove come una macchina a cui si sia dato corda per un certo tempo. Il secondo, invece, l’essere veggente e pensante, unito all’essere cieco e sensitivo, non agisce da sè: non fa che controllare ed apprezzare la condotta del compagno, aiutandolo attivamente quando lo approva, rimanendo passivo nel caso contrario.
  • Non bisogna perder di vista che il lavoro, che è il motore principale del perfezionamento della vita umana, consiste, non già nel moto delle braccia, delle gambe e della schiena, ma nelle modificazioni della coscienza. Prima che un uomo possa fare qualche cosa colle braccia e colle gambe, deve assolutamente compiersi una certa trasformazione nella sua coscienza, ed è da questa trasformazione che dipendono le azioni ulteriori dell’uomo.
  • È nostro dovere, per quanto sta in noi, di circondarci e di circondare gli altri delle condizioni più favorevoli per la precisione e la chiarezza del pensiero, le quali sono così necessarii al buon andamento della nostra coscienza, e s’intende da sè che dovremmo far convergere tutti i nostri sforzi allo scopo di non ostacolare il buon andamento della nostra coscienza mediante l’assorbimento di narcotici.
  • Intanto, è proprio ciò che fanno coloro che si abbrutiscono coi liquori e col tabacco. Non è più la vita che dirige la coscienza: è la coscienza che si piega e che si modella sulla vita.
  • Ed intanto il progresso della vita umana consiste appunto nel risolvere i problemi morali.
  • I servigi da rendere all’umanità, alla patria, alla scienza, all’arte – senza parlare della religione – sono molto al dissopra del campo dei godimenti personali ed egoistici.
  • (Moglie e marito) …debbono entrambi tendere tutti i loro sforzi verso la castità, sostituendo alle relazioni carnali dei rapporti puramente fraterni. (Appunto personale: Tolstoj è un coglione)

 

Agosto

IL GRANDE GATSBY – FITZGERALD F. SCOTT

  • La vita, dopo tutto, appare molto più brillante se la si considera da un solo punto di vista.
  • Era una notte fresca, con quella misteriosa eccitazione che si sviluppa nei due cambi di stagione dell’anno.
  • Avrebbe potuto succhiare il capezzolo della vita per bere con voluttà l’incomparabile latte della meraviglia.
  • Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Ci elude poi, ma non importa, domani correremo più veloci, stenderemo le braccia ancora di più… E un bel mattino… Così continuiamo a remare, barche contro corrente, costantemente risospinti nel passato.

Settembre

SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA – ROVELLI CARLO

  • La differenza fra passato e futuro esiste solo quando c’è calore. Il fenomeno fondamentale che distingue il futuro dal passato è il fatto che il calore va dalle cose più calde alle cose più fredde.
  • Fisici e filosofi sono arrivati alla conclusione che l’idea di un presente comune a tutto l’universo sia un’illusione, e lo «scorrere» universale del tempo sia una generalizzazione che non funziona. Quando muore il suo grande amico italiano Michele Besso, Albert Einstein scrive in una lettera commovente alla sorella di Michele: «Michele è partito da questo strano mondo, un poco prima di me. Questo non significa nulla. Le persone come noi, che credono nella fisica, sanno che la distinzione fra passato, presente e futuro non è altro che una persistente cocciuta illusione».
  • Ma noi esseri coscienti abitiamo il tempo perché vediamo solo un’immagine sbiadita del mondo. Se posso rubare le parole al mio editore: «L’immanifesto è molto più vasto del manifesto». Da questo sfocamento del mondo nasce la nostra percezione dello scorrere del tempo. (Appunto personale: Vedi Huxley, porte della percezione)
  • Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più.

Ottobre

I VAGABONDI DEL DHARMA – KEROUAC JACK

  • Sono i tuoi sei sensi che ti ingannano e ti fanno credere non solo che hai sei sensi, ma che essi ti permettono di entrare in contatto con un mondo esterno reale. Se non fosse per i tuoi occhi, non mi vedresti. Se non fosse per le tue orecchie, non sentiresti quell’aeroplano. Se non fosse per il tuo naso non sentiresti il profumo della menta a mezzanotte. Se non fosse per le tue papille gustative, non noteresti la differenza tra A e B. Se non fosse per il tuo corpo, non avvertiresti il contatto della Principessa. Non ci sono io, non c’è nessun aeroplano, né pianta di menta, né Principessa, niente di niente insomma, per Dio vuoi continuare a farti imbrogliare in ogni maledetto secondo della tua vita?
  • Tutto quello che vuoi è correre là fuori a scopare, a farti maltrattare e traumatizzare e invecchiare e ammalarti e farti sballottare qua e là dal samsara, tu eterna carne fottuta della rinascita, e tu lo sarai.
  • …perché le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dei confini dell’università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa e pensano la stessa cosa nello stesso momento mentre i Japhy di tutto il mondo vanno a esplorare le distese dei deserti per sentire la voce che grida nel deserto, per ritrovare l’estasi delle stelle, per scoprire l’oscuro misterioso segreto dell’origine di un’anonima disincantata civiltà scialacquatrice.
  • Vagabondi del Dharma che si rifiutano di cedere all’imperativo generale che li porta a consumare e dunque a lavorare per il privilegio di consumare, tutte quelle schifezze che nemmeno volevano davvero tipo frigoriferi, televisori, macchine, o perlomeno macchine nuove ultimo modello, certe brillantine per capelli e deodoranti e un sacco di robaccia varia che nel giro di una settimana trovi comunque nella spazzatura, tutti prigionieri di un sistema per cui lavori, produci, consumi, lavori, produci, consumi, con l’occhio della mente vedo una grandiosa rivoluzione di zaini migliaia o addirittura milioni di giovani americani che girano con lo zaino in spalla, che salgono sulle montagne a pregare, fanno ridere i bambini e rallegrano i vecchi, rendono felici le ragazze e ancora più felici le vecchie, tutti Pazzi Zen che girano scrivendo poesie che prendono forma nella loro testa senza una ragione precisa e inoltre essendo gentili e avendo anche certi imprevedibili gesti strani continuano a elargire visioni di libertà eterna a tutti e a tutte le creature viventi, ecco cosa mi piace di voi Goldbook e Smith, voi due figlioli di una East Coast che io ritenevo defunta.
  • …le api e le formiche sono comuniste. (Appunto personale: E gli squali sono cannibali.)
  • C’e solo una cosa da riconoscere a quelli che guardano la televisione, i milioni e milioni dell’Occhio Solo: mentre siedono di fronte a quell’Occhio non fanno male a nessuno.
  • C’era una pozzanghera con una stella che vi riluceva dentro specchiandosi, io sputavo nella pozza, la stella si offuscava, dicevo: «È vera quella stella?». (Appunto personale: Credo che una stella che si rispecchi in una pozzanghera sia vera esattamente come la stessa stella che vediamo in cielo. Che differenza fà se la sua immagine, dopo miliardi di miliardi di miliardi di chilometri e miliardi anni, attraverso polveri cosmiche, attraverso lo spazio e il tempo ecc ecc alla fine allunga il suo tragitto di un metro in più ribalzando sulla pozzanghera per giungere comunque ai nostri occhi? In fin dei conti è solo luce.)
  • …le cose sono vuote perché appaiono, non è vero, le vedete, ma sono fatte di atomi che non possono essere misurati né pesati né afferrati.
  • È la tua mente che crea l’arancia quando la vedi, la senti, la tocchi, la annusi, la gusti e la pensi ma senza questa mente, l’arancia non si vedrebbe né si sentirebbe, non avrebbe né odore né gusto e neanche ne noteresti mentalmente l’esistenza, anzi, l’esistenza stessa di quell’arancia dipende dalla tua mente!

 

Novembre

INVISIBLE MONSTERS – PALAHNIUK CHUCK

  • Il totale è minore della somma delle singole parti.
  • Secondo Seth il futuro è finito nel 1962 alla Fiera Mondiale di Seattle.
  • Quando non sappiamo chi odiare, odiamo noi stessi.
  • «Rilassati» dice Brandy. «Qualsiasi cosa tu stia pensando, un milione di altre persone l’hanno già pensata. Qualsiasi cosa tu faccia, altri lo stanno facendo, e niente di te è responsabile. Tutto di te è sforzo cooperativo.»
  • «Le nostre vere scoperte vengono dal caos,» urla Brandy «dall’andare nella direzione che sembra sbagliata e stupida e sciocca.»
  • Qualsiasi cosa vogliamo, siamo ammaestrati a volerla.
  • Qui ognuno pensa di essere il protagonista della storia. E questo è sicuramente vero per tutti al mondo.

 

Dicembre

1Q84 – MURAKAMI HARUKI

  • Mi sposto. Dunque sono.
  • E tuttavia, il desiderio fondamentale di impadronirsi di conoscenze generali – che Tengo riteneva piú o meno connaturato all’essere umano – in lui era quasi assente. Possedeva l’ingegno pratico necessario per vivere, ma non faceva nessun tentativo, nessuno sforzo per migliorare se stesso, sviluppare la propria intelligenza, e vedere una realtà piú ampia e complessa.

 

EXTRA

Anche quando la poesia ha un significato, come di solito succede, potrebbe essere sconsigliabile approfondirlo. (101 poesie da leggere a Londra & New York – Antologia della poesia inglese)

Ultrarealtà Appunto personale: Mi piace come suona la parola (La piccola antologia degli orrori – Autori vari)

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si cura mai di osservare. (Tutti i romanzi di Sherlock Holmes – Doyle Arthur Conan)

Dice che mentre l’uomo individuo è un indovinello insolubile, come aggregato di umanità diviene una certezza matematica. Lei non riuscirà mai a predire, per esempio, quello che farà un uomo solo, ma potrà prevedere con esattezza che cosa farà un numero medio di uomini. (Tutti i romanzi di Sherlock Holmes – Doyle Arthur Conan)

ENRICO ALEXANDER N.

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FRIGORIFERO

Shortcore

Quello sotto Patrick Bateman (o Christian Bale se preferite) è un brevissimo racconto ispirato all’American Psycho di Ellis. E si, ci vuole coraggio per definire racconto duecentocinquanta parole…

(vi consiglio di leggervi il libro di Ellis, è stupendo)

bateman

Quando torno a casa oramai fuori è buio e non so neanche dove ho passato le ultime 4 ore.

Probabilmente ho vagato solo in un incubo? Sono stato seduto su una panchina alla stazione? Ho demolito costosissime Mercedes con una mazza da baseball? Semplicemente non ne ho idea.

Tutto tace eccetto l’orologio appeso in salotto, che stranamente sembra più irriverente del solito con quel suo modo maleducato di squarciare il silenzio. Per un instante abbraccio l’idea di essere semplicemente impazzito, folle, delirante.

Ma poi come guidato da una forza misteriosa mi incammino verso la cucina, già sapendo il mio futuro, già sapendo cosa troverò, già sapendo cosa farò.

Da che era un semplice sottofondo il ticchettio di quel maledetto orologio diventa titanico e mi fa uscire letteralmente dai gangheri

-Stattene zitto brutto figlio di puttana!-

urlo mentre scaglio energicamente il vaso che in origine se ne stava tranquillo e beato a centro tavola contro l’orologio opprimente, un fragoroso e liberatorio boato risuona nella casa vuota e cocci multicolore esplodono ovunque.

Serro fortemente la maniglia del frigorifero sapendo già cosa ci troverò dentro.

E come d’incanto la fredda luce elettrica dello sportello illumina il mio volto, sfumature bianco bluastre mi pervadono come un’aurora boreale casalinga. Dinnanzi a me, riposte ordinatamente ci sono quattro bellissime teste umane, recise quasi chirurgicamente, e specchiarmi nei loro lucidi occhi spalancati ed ancora gravidi di terrore mi dona un piacere indescrivibile.

Si, io sono un mostro, e mi piace.

ENRICO ALEXANDER N.

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