Donnie Darko e la filosofia del viaggio nel tempo

Libri

È un po come andare in bicicletta, una volta che si ha… Insomma, dopo ALCOLCRAZIA (il mio primo, brevissimo, romanzo) uscito neanche un mese fa, rieccomi qui per presentare un’altro mio umilissimo lavoro. Questa volta però si tratta veramente di una piccola cosa, piccolissima per la verità. Ora vi spiego…

Avete presente quel capolavoro di pellicola che risponde al nome di Donnie Darko, uscito nel 2001 ad opera del giovanissimo regista Richard Kelly? Se non avete presente sareste da menare con un randello, chiudete questo mio pessimo blog e rimediate subito a questa vostra gravissima lacuna!

Ora, visto che in teoria gli impreparati se ne sono andati a rimediare alla loro impreparazione, siamo rimasti noi soli conoscitori dell’argomento. Quindi posso anche evitare di dirvi di cosa parla quel capolavoro di film (sono un genio del male eh).

Io personalmente ho dovuto guardare Donnie Darko almeno una decina di volte e poi mettermi al tavolo con carta e penna per sbrogliare e comprenderne il senso di esso. Ma sono sicuro che voi siete più perspicaci di me e non avete avuto bisogno di fare ciò.

Se ricordate un elemento base della storia è il misterioso libro La filosofia del viaggio nel tempo di Roberta Sparrow. Bene, tale libro è quello che si definisce uno pseudobiblion, ovvero un’opera di fantasia presente dentro un’altra opera di fantasia, proprio come il Necronomicon di Lovecraft. Quello che però sicuramente non sapete è che Filosofia del viaggio nel tempo è uno pseudobiblion atipico, cioè non è del tutto immaginario ed inesistente. Infatti, stando a varie fonti (tra cui il sito donniedarko.org) durante le riprese del film fu distribuita una copia del suddetto libro agli addetti ai lavori per far comprendere il senso della storia e, perché no, per immedesimarli di più in essa.

Il libro, probabilmente scritto dallo stesso Richard Kelly, si apre con queste parole:

Queste sono le pagine del libro di fantasia “The Philosophy of Time Travel” di Roberta Sparrow. Il testo in queste pagine è fondamentale per comprendere il film e le regole all’interno dell’Universo Tangente.

E dopodiché si tuffa interamente nella trama.

Non aspettatevi chissà quale librone, sono 20 paginette, ma belle intense, e raccontano di un’intera e plausibile struttura di un viaggio nel tempo. Il tutto sfruttando la trovata di un’opera di fantasia dentro un’altra opera di fantasia.

Come vi accennavo sopra, il libro non l’ho scritto io. La mia è solo un’edizione tradotta e arricchita nelle molte lacune che presentava l’originale. Ho fatto una bella ricerchina sull’internet, ho “studiato” l’argomento e ho creato quella che si potrebbe definire l’edizione deluxe, certo rimangono sempre venti paginette scarse…

La sinossi con cui l’ho presentato su Amazon è questa:

 Per la prima volta in edizione italiana il vero pseudobiblium scritto dalla fantomatica Roberta Sparrow presente nel film Donnie Darko e usato realmente durante le riprese. Un breve ma chiarissimo testo necessario per comprendere pienamente la filosofia e il profondo significato del viaggio nel tempo e della pellicola stessa.
Se Donnie Darko vi ha affascinato e lasciato con parecchi dubbi o se siete semplicemente curiosi riguardo le implicazioni del viaggio nel tempo questo è decisamente il libro che fa per voi.

Qui sotto trovate il link.

Ah un’altra cosa…

PER VOI CHE LEGGETE QUESTO BLOG IL LIBRO E’ SCARICABILE GRATIS!

Infatti il giorno (e probabilmente per i seguenti 3-4 giorni) in cui pubblicherò questo post, imposterò a zero il prezzo dell’ebook su Amazon, così voi che leggete guignolesco potrete scaricarlo gratis!

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ALCOLCRAZIA

Libri

Carissimi, buongiorno!

Mi sento particolarmente felice nello scrivere questo post… Il motivo? Oggi, finalmente, ho pubblicato il mio primo libro! ALCOLCRAZIA! (sotto poi vi lascio il link…)

Ma veniamo con ordine. Circa dieci anni fa, quando ero ancora un adolescente antipatico e turbolento e con il fegato d’amianto, iniziai a scrivere piccole storielle. Certo, era già da anni che mi dilettavo nella scrittura (il primo tentativo libro risale alla quinta elementare) ma quelle storielle erano diverse. Quelle storielle erano pura rabbia adolescenziale (o citando un certo disco grunge, erano rabbia, sputo e pornografia). Si, perché in genere me ne tornavo a casa a notte fonda e, decisamente alticcio, mi mettevo a scrivere riversandoci dentro tutto lo schifo e la rabbia tipici dell’età.

Bene, in pochi anni feci decine e decine di storielle, che poi trascrissi al pc e lasciai riposare nel silenzio di un hard disk quasi dimenticandomene. Li rimasero fino a quando ebbi la (discutibile) pensata di trasformarle in un unico grande racconto, un romanzo (breve). Non avevo la minima idea di quanto sarebbe stata ardua un’impresa del genere, infatti la cosa richiese diversi anni e la completa ristesura di quelle dannate storielle decine o forse centinaia di volte. Ma finalmente, dopo tutto ciò, oggi è uscito Alcolcrazia.

Il libro in se non è troppo lungo, ma è pieno di quelle che definirei porcate. Ci trovate dentro di tutto, dalla droga alla violenza, dal disagio adolescenziale all’ironia, dall’alcolismo al surrealismo. Sangue e puttane insomma. Gli autori di riferimento potrebbero essere Bret Easton Ellis, Chuck PalaniukWilliam Burroughs. Il genere è Pulp, Black Humor, e romanzo di formazione.

In fin dei conti sono i tipici scritti adolescenziali, atti a stupire, niente di più e niente di meno.

Non ho voglia di stare a dirvi di cosa parla, ma ecco l’incipit:

Eravamo il sogno capitalista all’opera, figli di ricchi portafogli e poveri spiriti, i nostri padri e le nostre madri si crogiolavano nella perdizione socialmente accettata più di quanto noi riuscissimo a fare con droghe e quant’altro. Sì, i nostri padri, uomini d’affari pronti a sborsare bei quattrini per portarsi a letto qualche ragazzina. E le nostre madri; donne fatte, rifatte e mantenute che tiravano avanti a Prozac e lunghi aperitivi alcolici mascherati da succhi di frutta, iniezioni di botulino, liposuzione ed interventi di sbiancamento dell’ano. Lo so, è brutto che parli in questo modo della mia famiglia e dell’ambiente da cui provengo, ma è così, nessuno si salva.

Sarei pronto ad ammettere che i miei genitori siano diversi, ma sarebbe la verità?

A 22 anni, dopo aver completato gli studi con una ridicola laurea breve, giunse per me il momento di entrare nell’agognata alta società, far finta di lavorare in brillanti aziende dai nomi vincenti e rassicuranti che si fondano sul tentare di distribuire ricchezze nei modi meno equi possibili, arricchire vecchi grassoni milionari e truffare le masse; alta finanza all’opera. Finalmente era arrivato il nostro turno, noi giovani leoni figli di conti in banca e non di persone eravamo disposti a sperimentare le meraviglie della vita: sesso, droga, malattie cardiache e violenza. Pronti per uscirne come fotocopie dei nostri padri e delle nostre madri, che volere di più?

Spero che vi piaccia, qui sotto trovate il link Amazon. Poi, se una volta letto mi fate anche la recensione ne sarei davvero davvero davvero felice.

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Davvero, fatemela la recensione.

12 libri che mi hanno (quasi) cambiato la vita

Letteratura

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ARTWORK BY DAVID FOLDVARI (www.davidfoldvari.co.uk)

Odio i blog con che fanno liste, cose tipo: 10 piatti detossinanti a base di stracci e cartone che DEVI assolutamente mangiare, 10 drammi di chi è troppo intelligente gentile sensibile unico incompreso, 10 film migliori del biennio 84-86 in Kamchatka, 10 sex symbol nordcoreani e così via… E’ roba da fighetti, da hipster, contenuti web per ostentatori del cazzo.

(fate una pausa riflessiva e poi dimenticatevi quel che ho detto)

Quella che segue è una lista di libri belli. Libri che vi consiglio di leggere. Libri che, almeno nel mio caso, hanno formato il mio (pessimo) carattere. Libri che se ci incontriamo davanti ad una birra abbiamo qualcosa di cui parlare. Libri con cui potrete fare i fighi al cenone di Natale dell’anno prossimo con il cugino spocchioso pseudointelletuale che tira fuori in continuazione Kafka per darsi un tono*. Libri che volendo potete anche usare al posto del piede rotto del divano (Homer Simpson dixit).

* pare che la gente si senta figa a pronunciare “Kafka”

Ecco a voi i 12 libri:

STEPHEN KING – IT (1986)

Che dire, personalmente lo trovo il più bel libro che abbia mai letto. Un mattone da più di 1300 pagine che rapisce a tal punto che una volta arrivati alla fine si desidera abbia altre 1300 pagine. Una storia che si snoda nell’arco di 28 anni, una divinità simil lovcraftiana, un gruppo di ragazzini (poi adulti) terrorizzati ma risoluti che combattono contro qualcosa immensamente più grande e forte di loro. Il tutto in atmosfere da horror classico, da mostri sotto il letto. Ti prende a tal punto che una volta finito ti sembra di averlo vissuto, di essere stato li in un tempo remoto o in un altra vita con Richie, Bill, Beverly, Eddie e gli altri a combattere Pennywise.

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MICHAIL BULGAKOV – CUORE DI CANE (1925)

Un libricino di sole 126 pagine che traspira Russia tutti i pori. L’ambiente è quello intellettuale Moscovita di inizio 900 (Bulgakov satirizza parecchio sulla situazione politica dell’epoca) un professore di medicina si cimenta in un esperimento folle, trapiantare i testicoli e l’ipofisi di un uomo morto ad un cane. L’intervento riesce e il cane pian piano inizia a trasformasi in umano, un pessimo umano. E’ un bel libro perché è breve, divertente, leggero e trasuda quell’atmosfera Russa di cui parlavo prima.

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GEORGE ORWELL – 1984 (1949)

Forse il libro più significato dell’intero XX secolo. Mostra un futuro governato dall’opprimente e invincibile sistema del totalitarismo. Un libro critico, un libro punk, un libro ribelle, un libro sulla libertà e una storia d’amore. Il finale è tra i più tristi che ci possano essere, come nel mondo reale i “buoni” non vincono sempre.

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GUSTAV MEYRINK – IL GOLEM (1914)

Un libro che assomiglia ad un warmhole, una storia tetra e incredibilmente metafisica dove le realtà, spazio e il tempo si sovrappongono. Ambientata a Praga tra antiche leggende ebraiche, omicidi, vicoli nebbiosi e qualcosa di simile ad un viaggio astrale tra diverse realtà. Se poi lo leggete in piena notte dopo qualche bicchiere di vino diventa ancora più contorno e interessante.

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BRET EASTON ELLIS – AMERICAN PSYCHO (1991)

Il grande romanzo americano. Mostra tutta la falsità degli anni 80 (ma vale anche per i giorni nostri). E’ lo spaccato di una società dove l’importante è apparire e non fotte niente a nessuno se sei un assassino psicopatico, l’importante è la marca di scarpe che hai ai piedi. Personalmente è il romanzo che ha influito di più sul mio modo di scrivere.

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EDGAR ALLAN POE – TALES (1845)

Non credo ci sia bisogno di trovar motivi per leggere Poe. Leggetelo e basta. I suoi racconti sono qualcosa di fenomenale. Incredibilmente moderno, fonte di ispirazione per tutti quelli che son venuti dopo. Master of horror.

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CHUCK PALAHNIUK – SOFFOCARE (2001)

L’unico libro di questa lista ad essere stato scritto nel XXI secolo. A grandi linee è la storia di un disadattato, di un figlio che la società non riconosce. Lui se ne fa una ragione e vive la sua vita più o meno sbattendosene. E’ bello (e facile) identificarsi nel protagonista. In oltre l’ha scritto Palahniuk, e si sà, non esistono libri brutti di Palahniuk.

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HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT – TUTTO CIO’ CHE HA SCRITTO

Vale lo stesso detto per Poe, non credo ci sia bisogno di trovar motivi per leggerlo. Leggetelo e basta. Da un certo punto di vista è anche migliore di Poe, insomma quest’uomo ha creato un intera realtà parallela con una sua cosmologia e sopratutto con un pantheon di divinità eterne e terribili. In passato avevo scritto un post (eccolo qui) interamente dedicato a lui, se ne avete voglia leggetelo.

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PHILIP K. DICK – LA SVASTICA SUL SOLE (1962)

L’ucronia per eccellenza. Siamo un un futuro alternativo dove la seconda guerra mondiale è stata vinta dall’Asse, e ovviamente il mondo è molto diverso da quello che conosciamo noi. Dentro questo libro si nasconde una piccola idea fantastica, un po difficile da rendere a parole ma ci proverò: La svastica sul sole è un libro in cui la guerra è stata vinta dall’Asse ed è stato scritto in una realtà dove la guerra è stata vinta dagli Alleati, nella realtà del libro (quindi vincita dell’Asse) viene citato un altro libro dove la guerra è stata vinta dagli Alleati. E’ una realtà concentrica, io amo queste cose! Il finale del libro, che ovviamente non vi svelerò, è fantastico, fa pensare al fatto che anche cambiando la disposizione delle cose certi eventi sono inevitabili.

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JULES VERNE – VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA (1864)

Con Verne si torna bambini, mi ha fatto amare la scienza e l’avventura come nessuno, ancora oggi sogno una vita come quelle dei protagonisti dei suoi libri. Tra i suoi viaggi straordinari viaggio al centro della terra è il mio preferito, c’è tutto ciò che si possa desiderare, avventura, cultura, fatti straordinari e quell’odore di Belle Epoque (anche se formalmente inizia nel 1871) sempre affascinante.

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JACK KEROUAC – I VAGABONDI DEL DHARMA (1958)

Anche Kerouac ha vissuto la vita che vorrei vivere io (alcolismo e morte per esso a parte) vagabondare senza meta, conoscer gente e imbarcarsi per folli imprese. I vagabondi del Dharma è uno splendido diario di viaggio, racconta con affascinante innocenza le avventure del movimento beat della prima ora. Sono gli anni 50 e in un’America ancora bigotta e conservatrice Jack e gli altri se ne sbattono altamente di come vengono etichettati e vivono come piace a loro. Le due cose in assoluto che mi han colpito di più sono la bontà d’animo di Kerouac è la sua lungimiranza, nell’arco del libro profetizza un futuro che si avvererà (movimenti del 68 e quant’altro). Ah tutto il libro è impermeato di buddismo e di un qualcosa che definirei zen, il che non guasta.

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SCLAVI & STANO – DYLAN DOG n.43 STORIA DI NESSUNO (1990)

Ok non è un libro, ma per me era troppo importante per non metterlo. Non esagero dicendo che è uno dei testi che hanno influito di più sul mio modo di pensare. E’ una storia metafisica, è la miglior rappresentazione della sfuggevolezza e dell’ambiguità della realtà in cui viviamo. Siamo tutti abituati a pensare che tutto ciò che ci circonda si vero, immutabile e fermo, non è così e la fisica lo conferma, tutto è relativo e mutevole. Siamo ingannati dai nostri sensi e le cose che ci circondano, le altre persone e il tempo stesso esistono su molti livelli diversi e in modi che noi non possiamo concepire. Credo che leggere “storia di nessuno” allarghi gli orizzonti. Ah il personaggio di Crandall Reed non è altri che Angelo Stano stesso intento a disegnare Dylan Dog. E se anche la nostra realtà in verità fosse una realtà relativa, magari quella di un fumetto?

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ENRICO ALEXANDER N.

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