Di quella volta che… Interrail!

Diari di Viaggio
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Faccia stanca e Mare del Nord

Altro diario di viaggio. Era il 2012 ed insieme alla ragazza dell’epoca decidemmo di intraprendere il tanto citato Interrail! Quelle che seguono sono le foto e gli appunti che presi durante e subito dopo il viaggio e questo è l’itinerario che in soli 10 giorni seguimmo:

Rimini – Milano
Milano – Ginevra
Ginevra – Parigi
Parigi – Londra
Londra – Harwick
Harwick – Londra
Londra – Harwick
Harwick – Hook of Holland
Hook of Holland – Rotterdam
Rotterdam – Amsterdam
Amsterdam – Koln
Koln – Zurigo
Zurigo – Milano
Milano – Rimini

Ma effettivamente ci fermammo solo a Parigi, Londra ed Amsterdam.

 Abbiate pietà di me, avevo 22 anni e attraversavo il tipico periodo “giovane-eurosballato-farcito-di-postmodernismo-e-letteratura-americana-contemporanea” ci passano in molti. Che vergogna. Chi credevo di essere? Il nuovo Bret Ellis? E che stile di scrittura ridicolo… Fortuna che poi si cresce.

Prendete quello che segue con molta ironia. E’ del Gonzo Journalism fondamentalmente.

Buona lettura e buon viaggio!

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Sul traghetto per l’Olanda

Vi ha mai fluttuato in testa la bislacca idea di attraversare l’Europa in treno? Vi siete un mai chiesti cos’è un Interrail? Ecco, quello che segue fa al caso vostro, quello che segue è il resoconto di un Interrail, il mio. Dieci giorni tra Parigi, Londra e Amsterdam, poche ore di sonno e molto lavoro per fegato e quant’altro.

In queste righe troverete tutto ciò che vale la pena sapere sul cavalcare treni elettrici e sulla sostanziale decenza della cultura europea.

Mi raccomando, se avete già deciso di partire non dimenticate di prendere con vuoi un compagno di viaggio, possibilmente del sesso opposto al vostro. Nel mio caso ho volontariamente omesso quasi ogni riferimento alla mia splendida compagna di viaggio, non per mania di protagonismo, ma per praticità, se avessi parlato di lei sarei finto per trasformare questo resoconto in un monologo, quindi ho deciso di tralasciare da questi appunti la mia bella donzella.

Giusto per essere esaustivi, l’Interrail è un biglietto ferroviario con validità a-cazzo-duro, ovvero vi dà la possibilità di salire su ogni treno che vediate. Un altra nota importate è il danaro, immagino esista anche un modo economico di viaggiare, ma di certo non è il modo che seguimmo noi. Spendemmo cifre esorbitanti.

Punto ultimo, indipendentemente da ciò che ho scritto vi posso assicurare che fu un viaggio fantastico, che rifarei all’istante.

“Pesce, ti voglio bene e ti rispetto molto, ma ti avrò ammazzato prima che finisca questa giornata”

Una frase di Hemingway, tirata fuori da chissà quale assurdo contesto, letta in stato pietoso in quella giostra alcolica che è il venerdì notte, non ricordo e non m’importa. E non vedo come questo possa centrare qualcosa con Hunter Thompson, che sto leggendo e che a sua volta non c’entra niente con l’Interrail. I suoi viaggi, erano “un grossolano tributo fisico alle fantastiche possibilità di vita in questo paese” i mie no, nessun sogno americano, nessuna paura e nessun disgusto, niente fantastiche possibilità. Solo un sano ed onesto viaggio culturale, selvaggio e perverso in pieno stile europeo. Un vantaggio, questo si, essere nato nella vecchia Europa. A volte è un vero e proprio calcio in culo della sorte.

Ma citare personaggi bizzarri, vaneggiare ed evitate accuratamente un qualsiasi senso logico è solo il modo migliore per iniziare a raccontare questo viaggio, un racconto che si scrive da solo, nient’altro che una cavalcata priva di senso, illogica ed irragionevole, senza nessuna possibilità di comprensione, praticamente perfetta e senza dubbio inoppugnabile. Ora, tenendo sempre bene a mente che con un inizio vago niente è perfetto quanto un finale stupido e privo di senso, inizia l’avventura.

C’era poca gente quella sera al pub, nottata calma, niente domande e niente risposte. Niente stupide scimmie. Solo un paio di birre, due grossi zaini che ancora non sembravano pesare quanto dei dannati ippopotami, contanti, una Master Card magica quanto un folletto, sigarette ed il nostro temporaneo autista che ci avrebbe accompagnato alla stazione di Rimini.

All’una di notte eravamo li, il nostro treno non sarebbe partito prima delle 3:30. Che orari pessimi per prender treni.

Le partenze sono tutte uguali, solite attese, soliti esseri ignobili che solitamente abitano le solite stazioni e treni infiniti che scorrono lentamente in una leggerissima curva.

Nel nostro caso era presente pure una specie di vecchia, anche se vecchia non era, malefica e a mio avviso maledetta, se ne andava in giro per la stazione urlando al telefono “Morte! Ultimatum! Morte!” e diavolerie simili in una lingua a me non del tutto chiara.

Come descrivere quella leggera ma persistente sensazione di ribrezzo, pericolo e disgusto che mi correva lungo la schiena in sua presenza? Non saprei. Ci allontanammo rapidamente e la mia bella compagna di viaggio disse qualcosa del tipo –peccato che non ci sia più la persecuzione alle streghe– entrammo in un bar e pagammo una bottiglietta d’acqua un infinità, e poi, non so quanto dopo, finalmente arrivò il nostro putrido e scomodo treno delle 3:24.

Viaggio lungo, rumoroso e sobbalzante. Circondati da un infinità di biechi individui, un alba nebbiosa ci accolse a Milano.

Dopo l’attesa snervante a Rimini, il viaggio scomodo, ed il fatto che ancora non eravamo partiti ma era già più di un giorno che non dormivamo, finalmente la banderuola della fortuna o un capriccio di quella sgangherata bilancia che è il karma mi fece un piccolissimo regalo; la barista bellissima e antipatica che ci servì la colazione. Probabilmente non era antipatica ma solo indaffarata, alle 8 di lunedì mattina in stazione centrale a Milano i caffè di certo non si servono da soli, comunque era davvero affascinante. Grembiule nero, capelli raccolti, seno prosperoso e sguardo malizioso che lasciava intendere quale genere di indecenze spudorate, oscene ed immorali consumasse nella sua riservatezza… Ma in verità non era niente di più che una normalissima barista impegnata nel suo lavoro.

Facemmo scorta di sigarette e poi pagammo un euro a testa per andare al bagno, si era splendente come uno zaffiro, ma un euro per pisciare non è poi poco, fosse stato per me l’avrei fatta in un bidone…

Mentre ritornavamo ai binari per aspettare il nostro treno, ci passo davanti una barbona senza barba ma con dread naturali di immondizia, era coperta da solo una vestaglia che un tempo era stata azzurra ed emanava l’odore più terribile che abbia mai sentito, prima mi venne in mente la strega alla stazione di Rimini, poi pensai che in una società civile quale la nostra qualcuno dovrebbe aiutare gente in quelle condizioni, ma a giudicare dall’olezzo nessuno lo faceva. Finalmente arrivò il nostro treno per Ginevra, e dio del cielo era splendido, comodo e veloce! Viaggio tranquillo, niente da aggiungere.

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Londra

Svizzera, non credete a quello che dicono, la Svizzera è una merda. E ve lo dice uno che c’è passato di sfuggita in treno una volta e si è fermato per un paio di ore nelle nella stazione di Ginevra, che poi sarebbe Genevè, praticamente un esperto.

Svizzera terra neutrale di orologi a cucù e cioccolata, i presupposti sono ottimi per mandarla a-fare-in-culo e abbandonarla il prima possibile.

Solo una vittima della vita andrebbe in vacanza in svizzera. Già ce lo vedo, un tipino tutto ossa che lavora alle poste con una frigida moglie grassa ma non troppo, niente figli, e finalmente dopo un lungo anno di lavoro, dove il nostro eroe è stato sodomizzato ed umiliato giorno dopo giorno dal suo capo Mr.Spendor, le vacanze! Si, in Svizzera, dove con un po’ di fortuna verranno nuovamente sbeffeggiati e penetrati analmente da ogni negoziante, ristoratore, barista o cittadino comune del paese. Spenderanno cifre esorbitanti per sciocchezze inutili per poi tornarsene a casa, sicuramente in un piccolo appartamento all’ultimo piano di qualche grosso condomino, dove condivideranno la terrazza con grosse antenne delle telecomunicazioni che prima o poi li spediranno nella fossa per qualche relazione non ancora scientificamente chiara tra le dannate antenne e dei terribili tumori.

Una vacanza in svizzera, una vacanza da coglioni, mi pare di averlo già detto, no?

Anche noi ci prendemmo la nostra dose di vasellina nel di-dietro, ma abbandonammo quel maledetto stato neutrale in tempo. Era circa mezzogiorno e  la fame non mancava. Prendemmo una pizza, e dannata moneta, dannati franchi, non so ancora oggi quando spendemmo, probabilmente molto. Cinquanta franchi quanti sono?

Rovistando tra la montagna di scartoffie, dépliant e scontrini che ho previdentemente accumulato durante tutto il viaggio per poi cercare di ricostruirlo e tentare di descriverlo con un minino di serietà (cosa alquanto difficile) ecco cosa cita lo scontrino:

Hotel Le Montbrillant
Rou Montbrillant 2
1201 Geneve
Justficatif Client
Vente MasterCard
10.09.2012 13:33:35
Total EFT CHF: 50.20
SIX Payment Services

Pagai col bancomat e andammo via.

Avevamo viaggiato veloce, eravamo ancora al primo giorno ed avevamo già fatto discreti km, ma ancora non avevamo raggiunto la nostra bramata, temporanea e accogliente casa a Parigi.

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In treno, probabilmente in Svizzera

Ed ora il diretto Genevè-Parigi delle 14 e 30 partiva placido e silenzioso, buongiorno Francia.

Probabilmente se fossi arrivato in Francia con intenzioni li bellicose avrei avuto buone probabilità di conquistarla, è risaputo i francesi sono arrendevoli, e nessuna cazzo di bomba atomica avrebbe cambiato le cose. E’ palese, la Francia ha la bomba atomica per le stesse ragioni per cui un uomo con il pene piccolo ha una automobile costosa.

Eravamo in quella condizione comunemente chiamata “dritto” ovvero stato di veglia per più di 24 ore consecutive, senza averne la certezza, ma sospettandolo, sapevo che mi aspettavano lunghi giorni ed ancora più lunghe notti senza riposo, il sonno non era contemplato in un viaggio del genere, anzi non era proprio previsto. Il mio cervello era impostato sui giusti canoni, l’idea era di sfibrarsi e demolirsi nelle città e riposarsi durante i viaggi. Avrebbe funzionato? Era ovvio, no. Comunque riposai un oretta.

E poi, finalmente quella grande e bella prostituta d’altro borgo che è Parigi! Morale alle stelle, presto sarebbe arrivato del buon cibo nei nostri stomaci (non come l’obbrobriosa pizza svizzera) e un qualche bel posto dove sederci e apprezzare la vita tranquillamente.

Girammo come due pazzi per almeno un ora prima trovare l’hotel, devo dire che la metrò di Parigi è alquanto carente e mappe ed indicazioni non sono proprio il massimo. Ma alla fine lo trovammo.

Era un piccolissimo hotel in un affascinante quartiere. Entrammo nella hall, se cosi si può definire, era piccolissima e tappezzata di strani arnesi riconducibili alla marineria. Perché poi? A Parigi non c’è neanche il mare. Un’altra innegabile prova della depravazione francese…

Il tizio alla reception assomigliava incredibilmente ad Ahmadinejad. In ogni modo riuscimmo a farci dare una stanza, sistemammo gli zaini e passammo quello che rimaneva del giorno a fare l’amore.

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Materiale (trash-tattico) da viaggio

Poi uscimmo nella notte parigina in cerca di cibo, vino e divertimento. Per nostra fortuna alloggiavamo in un quartiere riccamente costellato da cafè, pub e locali notturni in generale. E dopo una più che rapida occhiata trovammo il nostro posto, il più adatto alle nostre esigente, forse addirittura il migliore locale della zona. Ecco lo scontrino:

Cafè Du Centre
57 Rou Montorgueil 75002 Paris
Tel:01.42.33.20.40
TABLE 31
1 Planche Cremiere 16.00 €
1 Cheesburger 14.50 €
1 28cl Bordeaux 9.10 €
1 J&B 8.00 €
TOTAL 47.70 €
Merci De Votrie Visite
Thank You
Votre Servitour: Ludovic

In verità qualsiasi posto sarebbe andato bene, dopo il viaggio eravamo stanchi e bramosi di divertirci, all’incirca come sarebbe stato per tutti i giorni seguenti, ed era perfetto.

Entrammo, mangiammo, bevemmo e scherzammo con un cameriere incredibilmente professionale. Poi forse piovve o forse no, non ricordo ed è possibile che sia successo in un altro tempo e in altro luogo del nostro viaggio. Alla fine pagammo e lasciammo una lauta mancia a Ludovic, il cameriere. Per qualche strano motivo iniziammo a spendere come se fossimo schifosamente ricchi, cosa assolutamente non vera.

Uscimmo e andammo alla ricerca di altri locali.

Rivedo in prima persona abbastanza chiaramente le vie di Parigi di notte, i bianchi e massicci palazzi, le piccole rotonde con bronzi equini rampanti con tanto di condottiero, la pioggia. Veramente stupendo, sembrava ci fossimo sono noi, silenzio, deserto, solo noi due e i marmi levigati neoclassici.

Ovviamente ciò era impossibile, Parigi conta 2 milioni di abitanti, ma un po per l’alcol un po per la pioggia (se veramente c’è stata?) che obbligava la gente a starsene all’interno dei locali  fu così!

Alla fine ce ne tornammo in albergo, facemmo l’amore e poi dormimmo.

L’indomani notammo una cosa che l’oscurità e la stanchezza del giorno precedente non ci aveva fatto notare, l’intero corridoio dell’hotel mancava di soffitto, solo cemento grezzo, fili elettrici e tubi e vista. Poco male, che importava.

Uscimmo e potemmo apprezzare la vitalità del quartiere dove ci trovavamo; bar pieni, barboni elemosinanti e gente con baguette (che assurdità, i francesi vanno veramente in giro con baguette sotto braccio?!). Facemmo colazione con il peggior cappuccino del mondo, servito in un bicchiere da cocktail con fondi di caffè per guarnizione ed una ottima brioche, tutto troppo costoso:

Pur Endrot
58 Rue Montorgueil
75002 Paris
Tel:01.42.36.36.43
Table 17
2 cappuccino 10.00 €
3 divers solide 3.00 €
TOTAL 13.00 €
mercredi 12.09.2012 – 10:11:01

E da li fino sera fu un susseguirsi di luoghi con un qualche interesse artistico, culturale e turistico. Ricostruendo dagli scontrini posso citare:

Notre Dame Tours
Gr 18-25 ans
GRATUIT
validable le 11/09/12

Molta molta gente, molta fila. Ma ne è valsa la pena, Notre Dame è una bellissima cattedrale, ed dal l’alto si gode di una ottima vista su Parigi ed i suoi forse famosi comignoli. E poi come si può leggere nel biglietto era gratuito, come quasi tutte gli altri luoghi turistici per noi giovani cazzoni europei.

Pantheon
Gr 18-25 ans
GRATUIT
validable le 11/09/12

Veramente bello, immenso e maestoso, a parer mio il più bel luogo che visitammo a Parigi. Visitammo anche la tomba, secondo me radioattiva, di Mariè Curiè al suo interno.

Sainte Chapelle
Gr 18-25 ans
GRATUIT
validable le 11/09/12

Saint Chapelle, se non fosse stato per la pioggia che prendemmo mentre eravamo in fila e per l’interessante mendicante che vidi al suo esterno sarebbe stata una delusione totale, niente di più che un chiesa con una vetrata colorata. Moto meglio la cattedrale di Saint Esustace (se quello era il suo nome, non ricordo) che visitammo per caso, ce la trovammo davanti mentre cercavamo Notre Dame, bella alta e tetra, pochi turisti ed una sorta di piccola messa al suo interno.

Ed infine la Tour Eiffel, facemmo la prima parte a piedi, in quanto priva di fila, i ciccioni panzoni volevano tutti quanti usare l’ascensore a giudicare dalla calca.

Altri scontrini citano un “Mc Donald’s Paris Magenta” alle 13:51 dove a grandi linee spendemmo 19.35€ in schifezze, e un “Monop Gare de l’est” ovvero un supermercato dove alle 20:38:38 acquistammo alla modica cifra di 6.50€ una Heineken da 66, dei Cookies Toutchoco e un Cadum deo bil hypo. Strana spesa.

Tutto quanto il nostro soggiorno a Parigi mi risulta nebuloso ed incerto. Ricordo distrattamente i musei e le chiese, ricordo la Tour Eiffel, fatta fino dove possibile a piedi per evitare la lunga fila popolata da sub-turisti panzoni con macchina fotografica al collo e K-Way, ricordo la magnificenza del Pantheon ed un innumerevole quantità di colonne, archi gotici e merletti. Fummo pure fermati da una troupe di tv francese che per qualche motivo voleva intervistarci, gli dissi qualcosa tipo Je ne parle française ce ne andammo.

Restammo a Parigi per 4 giorni, sarebbero dovuti essere solo 3, ma giunto il momento di andare a Londra ci recammo troppo tardi in stazione per prendere il famoso Eurostar Parigi-Londra, esatto quello che sfreccia sotto la manica a 300km\h, e ci comunicarono che non c’erano più posti disponibili. Dopo una attena analisi dei fatti decidemmo di soggiornare un altro giorno a Parigi attendendo il prossimo treno il giorno seguente, prendemmo una stanza (Hotel Jarry) in quello che credo sia stato il quartiere più povero e malfamato della città e si rivelò essere un posto davvero affascinante.

Ci accaddero fatti molto interessanti nelle ultime 24 ore parigine, ma non ho la benché minima voglia di riportarli.

Considerazioni su Parigi? E’ una città di ubriachi, se non sei sbronzo come un cane non ti vogliono. E’ tutto il tutto abbastanza costoso. E nei quartieri più modaioli sub-human ridotti quasi a zero, pure i barboni hanno un certo stile. Durante un viaggio on the road attraverso il vecchio continente, culla della civiltà Europa, sfibrarsi, sfarsi e farsi detonare è indubbiamente un obbligo morale. Ma non prendete troppo seriamente quello che dico.

Londra. Arrivati a Londra le cose rapidamente si fecero più hardcore, in effetti non scrissi più niente. Ci furono, serate moleste, prenotazioni web che non funzionarono, lunghi viaggi fino le coste inglesi, whisky, musei, ostelli, treni, tram, traghetti, sbronze in mezzo al mare, e poi l’Olanda. Rotterdam, Amsterdam, bistecche di manzo, coffee shop, Zoo, team automobilisticI, zoccoli di legno, ice cream e poi ancora treni, albe gelide, Stazioni tedesche, Alpi, febbre, disgusto. E tanto altro.

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Londra, Serena e il dj del locale

L’unico appunto (davvero stupido) che presi in quei giorni fu questo:

Ore 10:35, probabilmente è sabato. Stavo riflettendo sul fatto che un viaggio del genere ti sconquassa dentro, bombardato culturalmente e distrutto fisicamente. Tre capitali europee in 10 giorni, migliaia di anni di storia, milioni di persone, lingue diverse, cibi diversi…

Cosa fare quando la mente funziona in modo strano ed improbabile, strani pensieri che chiaramente non comprendo pienamente. Ma scrivere svuota, libera almeno in parte l’intoppo celebrale. Grande casino, poche parole, molto tempo. Il tempo salva sempre i cervelli sotto vivida paranoia. 

E questo fu tutto. E fu divertente. Il viaggio si concluse a notte fonda del decimo giorno con la Serena febbricitante che vomitava dal finestrino dell’automobile di suo fratello a pochissimi km da casa. Il giusto finale direi.

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Amsterdam, ovviamente.

ENRICO ALEXANDER

2016

Di quella volta che a 18 anni tentai di trasferirmi a Londra

Diari di Viaggio

 

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Il me stesso diciottenne in aeroporto

 

Quella che segue è la fedele trascrizione (mamma spero non leggerai mai) del mio diario di viaggio di quando a 18 anni appena compiuti mollai lavoro, famiglia e amici e contro il volere di tutti tentai di trasferirmi a Londra. Si, ora mi rendo conto che era una cosa completamente fuori di testa; solo, senza soldi e senza sapere una parola di inglese partii per l’Inghilterra, durai poco ma fu un viaggio davvero epico per me. Rileggendo ora questi appunti mi rendo conto di quanto fossi piccolo e ingenuo e un po stupido, ma anche di quanto fossi libero e indomito. Insomma ero un teenager a tutti gli effetti, e nel mio modo di pensare c’era tutta l’avventatezza, la bellezza e l’inesperienza di quell’età.

23 Settembre

Sono partito dall’Italia senza pensarci su nemmeno un momento. Scendo dall’aereo, solo, con pochi soldi e senza sapere una parola d’inglese. Non so esattamente dove mi trovo, vicinanze di Londra, spero.

Prima vedevo cielo azzurro ed un pavimento di nuvole bianche, poi attraversate le nuvole mi si è aperto un mondo di terra, strade e case. Un effetto simile ad un flash. Cammino seguendo gli altri, ecco il primo luogo comune che diventa realtà; cielo grigio e leggera pioggerella, cazzo me ne frega. Esco dall’aeroporto tiro fuori le sigarette e noto una bizzarria per me italico, zero bidoni e neanche una cartaccia o un mozzicone a terra.
La giornata è volata via veloce, ora è buio e in qualche modo sono riuscito a trovare un ostello e rimediarmi a pagare, pensavo fosse più difficile, ma vedo che sono abituati agli stranieri sprovveduti come me, devono essercene molti…
Ho fatto più di un giro dell’isolato e in ostello ho conosciuto un portoghese, niente di cui scrivere anzi niente che abbia smosso la mia voglia di scrivere. Londra si presenta come una città bastarda, sarà dura. Avrò bisogno di aiuto, forse il portoghese potrà darmelo.

25 Settembre
Londra mi sta facendo capire che io e non solo (un po tutti quelli che non abitano in una megalopoli) dormono sugli allori. Qui tutti vanno a palla, gente che lavora al computer, legge, ascolta la musica, oppure chiude gli occhi qualche minuto sui metrò, che passano ogni secondo in ogni direzione in una galassia multicolore di linee, vanno e vengono ovunque, pubblicità onnipresente, dentro-fuori-sopra-e-sotto, mille negozi aperti ad ogni ora, mille ristoranti di ogni regione del mondo, mille lingue e nazionalità diverse, gialli-bianchi-neri-rossi, insomma di ogni colore di pelle. E trovano tempo per fare tutto, come se le giornate durassero 48 ore. Avere un “ritmo londinese” può essere un gran vantaggio.

27 Settembre
È sabato mattina, quindi dovrei essere al quinto giorno. Rimane una città bastarda anche se lentamente le cose si stanno sistemando ed io mi sto abituando. Il più è arrivare al 10, 11 di Ottobre. Ora riesco a mangiare con 3 o 4 sterline al giorno, quindi facendo una rapida botta di conti potrò rimanere senza problemi economici fino novembre, o ancora meglio fino a fine Novembre. Già perché sono partito senza sapere quando e se tornerò…
Ore 21:30 del medesimo giorno, sono in un McDonald’s, ma prima che entrassi qui a sfamarmi ero nel bazar dall’altro lato della strada ad acquistare Popper per poche sterline. Personalmente credo che sia una sostanza orribile, crea danni pari a droghe pesanti, ma è legale, legale solo perché meno rinomato ma forse più dannoso di altro. Comunque sia ora sono qui con il mio panino a scrivere rilassanti versi del cazzo, in altre parole solo un ridacchiante coniglio drogato che si auto-ipnotizza in un fottutissimo Mc tra altri milioni di persone a Londra. Meglio, peggio o come me.
Post scriptum: In giornata ho visitato il museo delle cere Madame Trussò, un bel posto. Magari un giorno ci finirò sotto forma di statua, non si sa mai nella vita.

28 Settembre
Camden sembra il paese dei balocchi, alternativo autodistruttivo. Sembra quasi un isola di Varano dove l’evoluzione è continuata in un’altra direzione. Si sembra quasi che nei primi anni 70 abbiano preso i rimasugli del 68 e li abbiano sbattuti in quel piccolo borgo intimandoli di riprodursi e di non dare troppo fastidio altrove, ora il tutto si è evoluto, ed è uno stupefacente intreccio di musica, colori, consumismo, dissoluzione, sentimenti vari e vita. Non dico che sia giusto e non dico che sia sbagliato, dico solo che tra quell’ammasso di turisti, strana gente e venditori ambulanti di qualsiasi tipo di merce mi trovo bene. Per una volta tanto su cento persone sono certo ce ne sia qualcuna come me. Posto fantastico, personalmente mi piace.

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A quanto pare a 18 anni avevo molta più faccia tosta di adesso

30 Settembre
Dunque, oramai è fatta. Rimarrò in questo ostello fino alla mattina del 11 Ottobre, ho speso 100 sterline per 10 giorni, me ne rimangono 60 con cui mangiare a bruciapelo, dovrei spendere una media di cinque sterline al dì. Questo vuol dire che fino ad allora non prenderò la metro. Nell’ostello tutto il dì fino all’undici Ottobre, poi via in cerca di un provvisorio ostello più economico.

2 Ottobre
Finora è una vacanza magnifica, molto dura, molto bella. Mi sta facendo crescere questo tour, avvenimenti che ti lasciano il segno, che sia il viaggio di passaggio della vita, parti ragazzo e torni… Cosa torno?
Come dimenticare gli australiani, le canne col il norvegese, l’arresto spettacolare di quel ragazzo, l’aspirante fotografo di guerra, le cibarie scarse e cattive, la metropolitana, gli ostelli, il supermarket, Candem, le migliaia di nazionalità diverse, i palazzi, i musei, i monumenti…
Per non parlare del ritorno, è una grande possibilità! Partire serve anche per tornare, e ricominciare, non da capo però, ma sempre di ricominciare si tratta.

4 Ottobre
Sto migliorando notevolmente il mio inglese, ho la possibilità di riflettere sul mio futuro e ho conosciuto anche moltissima gente. Tutto sommato, contando che sono partito da solo, me la sto cavando da Dio. Propositi per il futuro, insomma decidere della mia vita, quello che farò per il resto del mio tempo su questa terra.

5 Ottobre
È dura fare notte qui in ostello, non c’è mai niente da fare a parte internet, ma non posso spendere tutti quei soldi all’Internet point. C’è la TV, che però è in inglese, meglio di niente certo, ma la sala TV è sempre piena.
E cazzo, nelle sigarette mi vanno via un sacco di soldi, dovrei non fumare, sarà dura.

6 Ottobre
Questo libretto è magnifico, mi permette di relegare all’eternità i miei pensieri, le mie parole, i miei viaggi, sia mentali che fisici. A volte mi chiedo, nelle mie solite paranoie, se non stia scrivendo troppo? Ma se non sbaglio qualche nome notevole quando partì per l’Africa portò cento di questi libretti e non gli bastarono… E quando dico questo libretto, intendo proprio questo. Stesso, uguale, identico. Almeno cosi dicono loro, ufficio pubblicità pompose? Gran libretto comunque.
Tornando a noi, penso che Londra sia come una grande puttana, si fa scopare un po da tutti ma non ama nessuno. Ma a pensarci bene ho inventato solo una frase bella da ascoltare, non ha fondamento. È vero si fa scopare da tutti, qui c’è gente di ogni etnia che ci vive dentro e viene accettata “tra le sue gambe”, ma il secondo punto non regge assolutamente, una città non ama, semmai viene amata. Eh. Suvvia Enrico.
Chissà se un giorno, quando sarò morto e dopo aver condotto una vita da celebrità, troveranno i miei libretti e magari leggeranno questa frase e diranno “guarda qui, ci pensava anche da giovane a questo momento”. Mi piace molto lavorare di fantasia, e questa sera mi sento molto buono, molto positivo in generale, ottime frequenze. Scrivere la sera è molto meglio, perché si è un po come delle spugne, se scrivessi la mattina sarei vuoto invece la sera butto sulla carta tutte le feels della giornata, anche inconsciamente.
Se proprio devo divagare e essere schifosamente sdolcinato meglio farlo fino in fondo: Si, amo tutto ciò e amo il mondo! Che smancerie del cazzo però.

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Io con uno sguardo saggio e il London Bridge

7 Ottobre
Sono cambiate un sacco di cose, innanzitutto sono quattro giorni che ho finito i soldi, e quindi fumo poco e quelle che fumo sono tutte scroccate, mangio grazie agli amici e grazie ad un pacco di riso trovato in camera, era aperto, non ho idea da dove venga e di chi sia, lo cucino con pentole e posate trovate in giro. Condizioni igieniche precarie e tra l’altro non posso fare a meno di bere acqua dal rubinetto, che mi dicono non sia potabile, vecchie tubature londinesi, vecchi palazzi… Non avendo cash per la lavanderia i mie vestiti non sono propriamente definibili puliti, in oltre dormo in un letto che è stato sporco fin dal principio. Ogni tanto di notte passa correndo qualche ratto nella stanza, quando l’ho detto al tizio della reception egli mi ha dato un rotolo di carta adesiva e mi ha detto impassibilmente “catch it” ovvero prendilo. Per essere nel centro di Londra è uno strano ostello questo…
Poi per fortuna gli amici mi aiutano, come non ricordare i ragazzi di Roma che oggi mi hanno offerto un piatto di pasta, e quel altro tizio che mi offre birra e sigarette, e poi c’è G, di cui sicuramente troverò il tempo per parlarne più avanti.
Comunque sia sto imparando un sacco di cose, questa vita quasi di strada mi fortifica. Ne avrò molti benefici al mio ritorno e per il resto della mia vita.

8 Ottobre
Londra è un po’ come un grande polmone che respira, o un grande cuore che batte, Big City Life dei Matafix gli calza a pennello. È una città veloce che ti confonde le idee, non riesci bene a concentrarti ed elaborare di mente. Infatti da quando sono qui sembra che non abbia più attitudine e ispirazione al pensiero. È una città che ti da molte opportunità, ma anche una città dove è facile perdersi mentalmente e non combinare più un cazzo. L’equilibrio di tutte le cose si vede anche in questo, e quindi quello che Londra può darti, è pari a quello che può toglierti.
Ora, come mi ero ripromesso scriverò di G. Egli è una persona sicuramente unica. Si è vero ha fatto cose alquanto discutibili, orribili se vogliamo; violenza, eroina, arresti, vita da barbone e via dicendo… Però è fondamentalmente buono e si rende conto di non starci più con la testa. Se vogliamo è addirittura geniale, mi ha aperto gli occhi su molte cose ed è stato simile ad un maestro in questi giorni.
Mi ha dato da mangiare e mi ha insegnato molto, ma in lui c’è qualcosa che non va, che funziona male, e lui se ne rende conto. Forse è per via dell’affetto che gli ha negato la sua famiglia, abbandonandolo, o forse è solo colpa sua, o forse tutte e due le cose, o altro ancora. Fatto sta che è un po un mentore in questi giorni londinesi, grazie G.
Ieri mi ha detto “Hei Enrì, ma perché ogni giorno si diventa sempre un pochettino più cattivi?”

9 Ottobre
Ancora senza soldi, spero mi arrivino domani che è venerdì, oppure dovrò aspettare fino a lunedì. Oramai ho consumato il bancomat a forza di provare a prelevare soldi che non ci sono.
Domani mattina cambio ostello, vado in zona 2 che costa meno. Inizio a conoscere abbastanza bene Londra e mi ci sono abituato quasi totalmente. Tutto sommato, avendo soldi, non è male la vita, anzi direi che è bella se si ha un buon giro tra ragazze e amici. Certo, casa è un altra storia, Bellaria è il primo amore e non è confrontabile con altri posti. Anche se magari non ha certe qualità, è casa mia e quindi la preferisco sempre. Non si possono fare paragoni con la propria città.

10 Ottobre
Questa giornata ha fatto schifo. Non ho soldi, ho fame e sono in uno schifoso ostello pieno di scarafaggi. Sono anche l’unico culo bianco della stanza. E ora che sono a terra mi esplodono dentro brutte sensazioni, come bombe. Dicono che Dio è speranza forse perché quando non si ha più niente è l’ultimo appiglio, questo è molto opportunista, anche io lo sto facendo. Il tutto però mi sta dando appigli per il futuro, quando tornerò a casa voglio schizzare in cielo come una dannatissima-luminosa-cometa. Non mi rendevo conto di quello che avevo in Italia, aspettavo che il successo mi cadesse tra le mani, ma ora ho capito che con quello che ho posso raggiungerlo, devo raggiungerlo. Voglio sfruttare ogni secondo della mia vita.

11 Ottobre
Oggi le cose sono andate meglio, la mattina è partita malissimo, una gran fame ed ho dovuto dare la mia maglietta nuova in cambio di schifosi spaghetti precotti al canadese in camera con me, poi ho dovuto contattare G e chiedergli dove si trova la mensa dei poveri, ma credo che lui non abbia più intenzione di aiutarmi e quindi non si è visto nemmeno oggi. Poi vagabondando per l’ostello ho visto un pacco di biscotti incustodito, me ne sono appropriato. Il mio orgoglio ne ha sofferto, sia del rubare sia del chiedere per la mensa dei poveri, ma non potevo fare altrimenti. Dopodiché ho contattato il colombiano (ieri ho s-venduto per due soldi la mia telecamere nuova nuova ad un colombiano conosciuto per strada) che mi doveva pagare le restanti 60 sterline, ha fatto leva sulla mia disperazione e me ne ha date solo 50, quindi con quei soldi ho mangiato e nella sera sono andato a Queensway dove ho bevuto qualche birra e fatto due chiacchiere con i ragazzi di Roma, tutto sommato serata molto piacevole.

Appunti
Soldi telecamera:
30p venerdì
50p sabato
Per un totale di 80p, circa 100 €.
Ci ho perso, ma la necessità mi ha costretto.

Ostelli:
Dal 23.9 al 25.9 Bayswater Hostel
Dal 25.9 al 10.10 Hyde Park Hostel
Dal 10.10 al 13.10 Halbercome House
Dal 13.10 al ??? Hyde Park Hostel

12 Ottobre
Domani mi aspetta una giornata molto impegnativa, devo cambiare ancora ostello tra le altre cose. Poi sistemarmi con i soldi, visitare Harrods e tagliarmi i capelli.
Giovedì 23 tornerò in Italia, verso mezzogiorno, devo fare molto. Devo puntare in alto d’ora in poi quindi devo fare delle scelte: potrei tornare all’Opel ma li non ho futuro, certo stipendio di 1100€ al mese, ma non avrei tempo per un secondo lavoro, o per studiare, o per fare altro…
Si rientro in Italia, c’è la posso fare, una macchina da guerra con un cuore (citazione di G?), ho bisogno di mezzi come un computer con internet e un’automobile. E ho anche bisogno di migliorie personali, quali palestra e nuove amicizie.

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Io e del cibo cattivo. Sembra andasse di moda vestirsi come J-Ax…

21 Ottobre
Fra circa una trentina di ore salirò su di un aereo che mi riporterà a casa…
Me ne sto da circa un mese nella città e dopo vari alti e bassi mi si presenta inaspettato il ritorno a casa.

Quindi ho arraffato  qualche ***** e dell ***** e mi sono apprestato ad iniziare il mio personalissimo saluto a Londra. Questa sera sono ****** ******, ho preso dell *****, del *****, una di quelle ***** delle altre ***** anch’esse allo *****. Poi ***** e la mega sbronza di una ventina di ore fa ancora sul groppone.

Purtroppo non sono accerchiato da una buona compagnia, con me c’è il sardo, bravo ragazzo forse un po’ ignorante ma tutto sommato bravo, due francesi di cui uno è un grezzo hippy e l’altro un giovane con molti sogni e poca irrequietezza. Poi l’italiano, una testa calda, un anarco-comunista convinto che si vanta di essere un drogato e girare l’Europa alla stregua di un barbone (questo almeno è ciò che sostiene lui) ha una ignoranza mentale vasta si esagita per ogni cosa.
Io mi ritiro nella mia piccola stanza dove ci sono altri cinque stranieri che stanno dormendo, ed eccomi qui, sdraiato nel mio sudicio letto a scrivere grazie alla luce dello schermo del cellulare. Realizzo di essere a Londra, questa città veloce, un ammasso di umani che convivono all’unanime. È come se la città fosse viva e tutti noi fossimo il sangue che circola all’interno. Per chi ha un cervello abbastanza ricettivo può essere una buona città, vite da ogni parte del mondo ti danno l’opportunità di incappare tra migliaia di spunti di vita diversa. Londra che riesce a distrarre ed ammaliare ogni tipo di persona. E non conta più di tanto da dove vieni o cosa fai.
Presto tornerò in Italia e dimostrerò a tutti le magnifiche cose che posso fare, il mio migliore alleato sarà la determinazione, ne avrò molto bisogno, cercherò un lavoro, andrò in palestra, non mi autodistruggerò più e vedrò anche di accumular soldi.

23 Ottobre
Fine del viaggio londinese, ora, per modo di dire, si torna alla vita normale!

Piccolo appunto che aggiungo adesso, nel 2016: all’alba dei mie 27 anni mi fa davvero molto ridere e sorridere leggere la banalità del me stesso diciottenne, ma è una risata di affetto per una ingenuità e un’innocenza che ora purtroppo non ho più.

iyuiyt

Bye Bye

ENRICO ALEXANDER N.

2016