BENVEИUTi A INTERИET: Intervista a Sixthclone

Interviste

Come promesso sono tornato! E quest’oggi vi propongo qualcosa di davvero eccezionale; un’intervista a quello che personalmente reputo uno degli internauti italiani più dotati di talento, SIXTHCLONE.

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Il bel logo di Sixthclone

Ma partiamo dal principio: chiunque abbia un minimo di buonsenso e una connessione internet appena decente si sarà sicuramente imbattuto (se così non è vedete di rimediare subito!) nel canale YouTube noto come Sixthclone.

Non saprei neanche da dove incominciare per spiegarvi di cosa si tratta. Essenzialmente egli crea opere audiovisive, di questo ne sono sicuro, ma lo sminuirei se mi limitassi a questa descrizione. Potrei tentare di darne un’idea dicendo che è come se il signor Sixthclone avesse rubato dagli archivi di Mediaset polverose registrazioni dimenticate, le avesse inzuppate in LSD e allucinogeni vari, trasferite su vecchie VHS mezze smagnetizzate con un registratore alimentato a uranio, successivamente lanciate in un vortice ultradimensionale, recuperate e legate alla sedia a rotelle di Steven Hawking e poi portate a spasso a strascico nei vicoli più bui e profondi dell’Internet, dopodiché fatte impanare e friggere dai Daft Punk e infine caricate su YouTube usando Windows 95 su un super computer da 12 core. E non ci sono parole per descrive la grandiosità del risultato finale, guardate e stupite voi stessi.

Come potevo rimanere insensibile a tanta audacia e bellezza? Come potevo ignorare cotanta roba così affine ai temi che da sempre guignolesco.com tratta? Quindi l’ho contattato e gli ho proposto un’intervista, e lui con tutta la simpatia e la gentilezza del mondo ha accettato.

Ciao Sixthclone, è davvero un piacere farti queste domande, grazie per aver accettato. Iniziamo dal principio; chi sei e da dove vieni? Vedendo i tuoi contenuti potrei scommettere che sei nato negli anni 80, sbaglio?

Ciao, mi chiamo Danilo e sono della provincia di Viterbo. Hai indovinato, sono un classe 85, nostalgico del periodo d’oro della mia infanzia, quindi quello relativo alla metà degli anni 90.

E il nome? Sixthclone, s-i-x-t-h-c-l-o-n-e, possiede un suono splendido. Personalmente mi fa pensare ad un Italia1 ultradimensionale. Dunque come è nato questo nome?

In realtà è una storia un po lunga. Sono sempre stato un grande appassionato di racconti sci-fi e per questo motivo, da adolescente, ho cominciato a scrivere delle piccole storie inventate. Una di queste verteva sul tema clonazione umana ed il protagonista era un ipotetico sesto clone, denominato appunto Sixthclone, scartato poiché considerato imperfetto. Da quel momento ho deciso di adottare quel nome in quanto mi identificavo molto in quel sesto clone.

Perché fai quello che fai?

Faccio semplicemente ciò che mi piace fare, senza vincoli né limiti. La musica e l’animazione sono le mie valvole di sfogo, nonché le mie passioni da una vita.

Parlami degli inizi, come è iniziato il tuo progetto?

Bisogna innanzitutto scindere il progetto musicale da quello visivo, sono due cose nate separatamente. Ho iniziato a produrre musica elettronica nei primi anni del 2000, passando attraverso molti generi diversi, principalmente Hardcore e Neurofunk, poi negli ultimi anni mi sono immerso nella Synthwave. Il progetto visivo è nato appunto con quest’ultimo, quando ho deciso di cominciare a creare dei visual concept per accompagnare i miei pezzi. Probabilmente “Costanzowave” è stato il primo esperimento di questo genere.

Come definiresti i tuoi lavori? Cosa sono esattamente? Li si può etichettare? 

Bella domanda, non so come definirli esattamente. Solitamente produco la mia musica in base a ciò che mi passa in testa in quel momento, senza pormi il problema del genere musicale, dopodiché, appena ho raggiunto un risultato soddisfacente mi fermo e la riascolto diverse volte ad occhi chiusi, finché non mi appare il contesto visivo, la situazione e le immagini più adatte da associare a quella musica.

Aesthetic e Vaporwave centrano qualcosa?

La Vaporwave ha influenzato sicuramente le mie ultime cose, ma sono solito attingere ispirazione da molteplici fonti.

E quali sono le tue fonti di ispirazione? Se potessi con chi ti piacerebbe collaborare?

Le fonti di ispirazione sono una miriade, davvero impossibile elencarle tutte. Faccio solo tre nomi, tre artisti a 360°, infatti ognuno di loro è sia compositore che animatore e videomaker: Mike Diva, Cyriak e David Firth. Sarebbe bello collaborare con uno di questi grandissimi artisti.

Credi di essere un pioniere di una nuova corrente?

Pioniere assolutamente no, anche se non nego che mi piacerebbe inventare qualcosa di completamente nuovo.

Sei unico in Italia o hai altri “colleghi”?

Viaggio in un limbo musicale/visivo di difficile collocazione, ogni lavoro è influenzato da tanti generi diversi, quindi non so esattamente chi posso definire “collega” o meno. La cosa sicura è che il panorama italiano ha tanti talenti, spesso però nell’ombra.

Dove trovi le fonti video, ovvero tutti quei magnifici spezzoni di filmati squisitamente démodé che usi nei tuoi video? Internet, vecchie VHS, altro?

Ho tante VHS ma richiederebbe troppo tempo visionarle tutte e passare tutti i filmati in digitale, quindi mi affido principalmente a YouTube. Spesso trovo vecchissimi video con non più di una manciata di visualizzazioni che però sono oro, un esempio su tutti è lo spezzone video nella intro di “Eroi di un sogno”.

In quanto mio coetaneo credo di sapere già la risposta, ma ho notato che molti tuoi contenuti fanno parte dell’immaginario collettivo “Mediaset anni 90” come mai?

Mediaset è la principale fonte di trash nostrano, ed allo stesso tempo è la tv che ha cresciuto molte generazioni, quindi nel bene o nel male è parte integrante della nostra infanzia.

E tu cosa cosa guardavi da piccolo?

Superquark di Piero Angela, strano ma vero.

Nei tuoi video curi moltissimo anche la parte musicale, e nella tua bio ti definisci in quest’ordine Producer, Composer e Videomaker. Che mi dici del tuo lato musicale?

In realtà il mio progetto è principalmente musicale, è quello in cui cerco di concentrare maggiore creatività, il lato videomaking è nato successivamente. I pezzi ovviamente sono composti da me e, fatta eccezione per i campionamenti/vocal, sono originali scritti da zero.

A proposito; che musica ascolti, che film guardi e che libri leggi?

Qualsiasi tipo di musica, non disdegno quasi nulla, ma essendo cresciuto a pane e metal è quella la musica che ascolto più spesso, in particolare Deathcore e Djent. Per quanto riguarda i film, principalmente fantascienza e thriller. Leggo molte cose di Edgar A. Poe, H. P. Lovecraft e Philip K. Dick.

La qualità visiva dei tuoi lavori è davvero notevole, che programmi usi e come avviene la creazione di un video?

Uso After Effects per le animazioni e gli effetti video, Premiere o Sony Vegas per il lavoro di montaggio. Il video nasce prima di tutto in testa, una volta che ho ben chiaro tutte le scene e i passaggi che deve avere, passo a preparare tutto il materiale che mi serve in una cartella (musica, sfx, spezzoni video, immagini e testi), faccio un primo montaggio sommario poi passo al lavoro di animazione e l’aggiunta degli effetti. Infine sistemo il montaggio, qualche ritocco di color correction e renderizzo.

L’uso di ideogrammi giapponesi? Personalmente la trovo una componente visiva eccezionale.

Gli ideogrammi sono una caratteristica tipica dell’estetica Vaporwave, ed effettivamente è una componente visiva d’impatto, non c’è niente di così armonioso come i kanji.

Tra tutti i tuoi lavori c’è né qualcuno che reputi speciale o ami particolarmente?

Solitamente sono molto critico con me stesso e non mi piace quasi nulla di quello che faccio, l’unico video che mi ha soddisfatto è stato “Mediaset.zip” anche se è passato un pò inosservato rispetto agli altri.

Domanda scontata, analogico o digitale?

Analogico tutta la vita!

Che ne pensi di questa nostalgia, di questo Revival 80-90’s che stiamo vivendo? Plausibile che la tecnologia onnipresente inizi a stancarci?

Penso che sia un fenomeno culturale che farà sempre parte di noi stessi, tendiamo spesso a mitizzare gli anni che abbiamo vissuto da piccoli, basandoci per lo più su ricordi sbiaditi e appannati, anche le cose meno belle nei ricordi d’infanzia ci sembrano cose fantastiche. Succede ora con gli anni 80/90 e in futuro credo che succederà con gli anni che stiamo vivendo ora.

La tua arte ha senso solo ora o ne avrà anche in futuro? E in passato credi ne avrebbe avuto? Si lo so, è pura metafisica insensata.

Ho visto improvvisamente la faccia di Marzullo che mi fissava ahahah. Beh l’arte in generale è fatta per resistere nel tempo e passare da generazione in generazione, quindi chissà…

A proposito, che progetti hai per il futuro di Sixthclone?

Non faccio progetti, è una cosa che faccio principalmente per hobby e passione quindi tutto ciò che viene in più è tutto di guadagnato.

Ok, ora vengono le domande importanti:

Uan o Gabibbo?

Uan sempre!

Pecey o Dawson?

Direi Joey.

Hell in a Cell: Magalli vs Jerry Scotti. Chi vince?

Magalli vince in qualsiasi situazione.

Se ti dico 1,21 Giga Watt?

È la potenza di erogazione che richiede il mio vecchio pc per renderizzare i video in Full HD.

E i Rugrats?

Inquietanti.

TMC o JuniorTv?

TMC tutta la vita!

Pezzali o Repetto?

Repetto aveva più personalità.

Solo io avevo l’impressione che Casa Vianello fosse infestata dai fantasmi?

Prima non lo so ma ora di sicuro.

Macchina del tempo in garage, dove andresti?

Sicuramente il rinascimento, vorrei conoscere Leonardo Da Vinci.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Si, Q2lhbyBhIHR1dHRpISA8Mw==

E con questo è tutto. Certo, sono convinto che la serie di caratteri apparentemente a caso qui sopra abbia un qualche significato nascosto, ma forse non lo scoprirò mai. E sono anche convinto che Danilo aka Sixthclone farà parecchia strada. Talento e carte in regola non gli mancano, la sua arte è stupenda e andrà parecchio lontano.

Qui sotto vi lascio i link ai suoi canali.

Questo è il suo canale YouTube

Questo il BandCamp

La pagina Facebook

E il profilo Instagram

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A presto carissimi. 

Di quella volta che distrussi Internet…

Manuale del Pulp

instagram-in-the-80s-FSMdotCOM

Se l’attuale Internet venisse distrutto e poi rimpiazzato da una sorta di paleoweb idiota a 56k sarebbe meglio per tutti. Niente più video, niente più social, niente più app. Solo una infinita, e con infinita intendo l’horror vacui più assoluto, distesa di chatroom, pagine Word, colori sgargianti, videogames sotto forma di avventure grafiche, text forum, glitter a cascata, gif a bassissima risoluzione e fotografie scannerizzate.

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Un luogo così vasto da sembrare praticamente disabitato, qualcosa tipo 10100  volte l’attuale web. Un Internet lobotomizzato e poi srotolato bit a bit. Un bellissimo incubo.

Perché tutto ciò? Perché non ho nessuna voglia di scrivere altro se non bellissime visioni distopiche; e poi perché vi consiglio di leggere questo articolo di Motherboard che le rappresenta in pieno. E’ una storia affascinate e Terry Davis, il suo protagonista, starebbe al vertice di tutta la faccenda di cui ho scritto sopra, sarebbe il padre ideologico o perché no il messia di questo vecchio-nuovo-internet.

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Poi, se vi va, potete anche dare un’occhiata al mio piccolo contributo alla causa e andare su Archivi Weasel, un blog sul pezzo che mando avanti con due vecchi amici. E in fine fatevi un giro su Archivio Weasel (con la O) che è il vero cuore di tutta la faccenda, il punto fondamentale di tutto quanto, di me, di voi, degli Archivi Weasel, di Terry Davis, di Internet, della distopia…

E se alla fine non capirete il senso di tutto ciò, non preoccupatevi, forse non c’è proprio niente da capire.

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ENRICO ALEXANDER N.

2016