Il Bandito e il Campione

Manuale del Pulp

Mi sono innamorato di questa canzone, anzi di questa storia.

Nell’Italia di quasi un secolo fa, la vera storia di Sante Pollastri e Costante Girardengo.

Uno un bandito, l’altro un campione.

Pollastri Girardengo

Pollastri e Girardengo

È puro, superbo, romanticismo.

Se non la conoscete ascoltatela. E andate a leggervi la loro storia.

Non ho altro da aggiungere, volevo solo segnalarvi una storia che mi ha quasi commosso.

…chissà se fu davvero il campione a tradire il bandito?

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un’unica passione per la bicicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d’altri tempi, di prima del motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è dietro a quella curva, è sempre più distante.
E dietro alla curva del tempo che vola
c’è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
e lo sanno le banche e lo sa la questura
Sante il bandito mette proprio paura
e non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio.
Fu antica miseria o un torto subito
a fare del ragazzo un feroce bandito
ma al proprio destino nessuno gli sfugge
cercavi giustizia ma trovasti la Legge.
Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere
e ti fece cadere la tua grande passione
di aspettare l’arrivo dell’amico campione
quel traguardo volante ti vide in manette
brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
e già si racconta che qualcuno ha tradito.
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante…
Vai Girardengo, non si vede più Sante
Sempre più lontano, sempre più distante…

 

CIBERNETICA

Shortcore

creation

Visto che il transumanesimo ci fotterà e che siamo inesorabilmente destinati all’estinzione, fatevi trovare pronti.

Ecco qui un disco e un libro che ho trovato incredibilmente moderni.

Spero li apprezzerete quanto me.

Il disco è “ELECTROSPECTIVE” una raccolta di vari artisti piu o meno elettronici pubblicato da EMI nel 2012. Ecco il link Spotyfi:

E il libro è “LA POESIA CONTEMPORANEA 1945/1972” del 1973 di Bruno Basile pubblicato da Sansoni. Dentro ci troverete cose abbastanza malate. Ecco la foto della mia copia che ho acquistato ad una fiera d’antiquariato e cianfrusaglie varie:

20170226_154407

ENRICO ALEXANDER

AMEN

Shortcore

Questo, purtroppo, non l’ho scritto io. È un pezzo dei Baustelle, e nonostante li trovi un po troppo altezzosi per i miei gusti, queste poche righe sono tra le più veritiere e sincere che abbia mai letto in vita mia.

E' difficile resistere al mercato amore mio,
 di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica.
 Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al '66.
 Ma ormai, la fine va da sé, è inevitabile...

(Baustelle - Il liberismo ha i giorni contati)

Ah, l’album è Amen del 2008…

ENRICO ALEXANDER

2016

 

Fuori tempo massimo

Shortcore
Gli anni in cui passavano i The Kooks su Mtv sono passati.
Sono passati anche gli anni in cui esisteva ancora Mtv.
E il mio angelo custode ha ancora un bel da fare.
Lavoro extra fuori tempo massimo.
Mai pagato.

ENRICO ALEXANDER N.

2016

Buon Ferragosto

Shortcore

Questa non è farina del mio sacco ma è presa da un pezzo dei Luminal:

Ne uccide più la noia che la droga
 si muore di più per un posto fisso
 che per una testa fracassata

(Luminal - Una casa in campagna)

Pensateci. Buon ferragosto.

ENRICO ALEXANDER N.

2016

There is a Presence?

Manuale del Pulp

Quella che vedete qui sotto è la copertina di Presence dei Led Zeppelin, 1976. Ho sempre pensato sia una foto incredibilmente forte, incredibilmente pulp e incredibilmente inquietante, in pieno stile Guignolesco insomma. La trovo stupenda, i sorrisi drogati della tipica famigliola modello rivolti all’oggetto (che ricorda il monolite cosmico di Kubrick?) lo sfondo portuale che almeno per quel che mi riguarda mi è fonte di mille interrogativi e di cui non ho ancora capito se si tratti di un quadro o del paesaggio al di là di un vetro, la scelta delle luci e dei colori che creano un’atmosfera sicuramente cupa ma che non saprei descrivere, la sensazione che ci sia qualcosa di fondamentalmente sbagliato.presence_albumSe è vero che arte è ciò che trasmette sensazioni, la cover di Presence è sicuramente e totalmente un opera d’arte.

Ma le foto sono istanti statici che non ci mostrano l’immediatamente prima o l’immediatamente dopo, io ne ho fatto una GIF cercando di immaginare il momento, un istante dove l’oggetto nero la fa da padrone anche sulle leggi dello spazio e del tempo e la realtà si deforma. Niente di speciale certo, ma credo renda l’idea.

lisN_R

Tornando alla foto in se, è opera di Hipgnosis, uno studio fotografico inglese specializzato in artwork per album, molte delle più famose copertine sono opera loro, dai Pink Floyd ai Black Sabbath passando per Paul McCartney agli ACDC e via dicendo… Guardatevi gli altri loro lavori perché meritano davvero tanto.

ENRICO ALEXANDER N.

MyFreeCopyright.com Registered & Protected

DMCA.com Protection Status

© copyright 2016