Lettera a Guignolesco

Interviste

Una persona molto speciale ha scritto una bella lettera indirizzata a questo blog.

Ve la pubblico.

Cosa fa Guignolesco?

Ho conosciuto Guignolesco circa un anno fa. No, in realtà era proprio un anno fa esatto. Ma chissà perché, dei momenti belli non ricordiamo la data, non abbiamo foto e non conserviamo mai nulla che ci riporti a quel giorno esatto.

Insomma, io mica credevo di incontrare chissà chi, quindi la prima volta che l’ho visto ho fatto esattamente tutto quello che avrei fatto se avessi conosciuto una persona qualsiasi, cioè non dargli troppa importanza e vivermi il momento. Che poi in fondo, a voi interessa veramente sapere di come l’ho incontrato? Dubito. Partiamo dunque con una domanda che forse vi incuriosisce di più; che fine ha fatto Guignolesco?

Per un anno intero è stato con me. Siamo stati a mangiare hamburger in locali anni cinquanta, abbiamo visto serie tv e siamo andati al cinema, abbiamo fatto un paio di viaggi (l’avreste mai detto che è uno a cui piacciono le terme? Io proprio no…) abbiamo dormito insieme, ho cucinato per lui e lui ha cucinato per me, abbiamo fantasticamente fatto il giro dei vigneti di tutta Italia stando semplicemente seduti a bere vino (e credetemi che ne abbiamo bevuto!), ci siamo addormentati nel bel mezzo di conversazioni lunghissime e ci siamo anche svegliati alle cinque di mattina per discutere sull’ipotesi che la nostra futura figlia sposi un cyborg o perché no, un ologramma (io da mamma sarei stata felice comunque, ma insomma, lui non ne era molto convinto). Abbiamo litigato perché a mio avviso i negozi di domenica dovrebbero stare chiusi perché “come si stava bene quando eravamo piccini e la domenica il centro commerciale era chiuso e passavamo le feste in famiglia”, mentre per lui “è il progresso, vedrai staranno aperti anche la notte da qui ad un paio d’anni! Dannato futuro!”, ci siamo ascoltati, abbiamo portato il cane in spiaggia e poi lui ha portato le sue cose da me, da NOI.

Guignolesco è quel genere di persona che ti attira per come parla ma poi inverte le S con le Z e direi che è perfetto per una come me che di tanto in tanto inverte i numeri e può leggere 34 al posto di 43, quel genere di persona con cui ti ritrovi ad avere gli stessi DVD (che poi cosa dovremmo farcene di quelli doppi ora che viviamo insieme?). Mi ha insegnato a giocare a carte perché lui in fondo è vecchio dentro, è riuscito a farmi praticare lo yoga e a farmi fumare di più (qualcosa di negativo dovevo pur mettercelo!) e mi ha fatto capire che non esistono persone al momento giusto ma solo persone giuste nel momento in cui vogliamo noi. E si, diverse volte mi ha fatto anche incazzare!

In questo anno mentre coltivava tutte queste cose con me, ha avuto meno tempo per voi, per il blog, per scrivere; da qui il mio racconto mooooolto ristretto su chi è e su cosa ha fatto (immaginavo vi mancasse proprio come manca a me quello che scrive). Ovviamente ho tralasciato tantissimi particolari, tante cose e fatti che per forza di cose non rientravano o potevano rientrare in cinque minuti di lettura, ma sono comunque felice di avervi potuto dare un quadro generale di lui.

Grazie per un anno passato insieme, anche se a discapito del tuo blog e dei tuoi lettori.

G.

ALCOLCRAZIA

Libri

Carissimi, buongiorno!

Mi sento particolarmente felice nello scrivere questo post… Il motivo? Oggi, finalmente, ho pubblicato il mio primo libro! ALCOLCRAZIA! (sotto poi vi lascio il link…)

Ma veniamo con ordine. Circa dieci anni fa, quando ero ancora un adolescente antipatico e turbolento e con il fegato d’amianto, iniziai a scrivere piccole storielle. Certo, era già da anni che mi dilettavo nella scrittura (il primo tentativo libro risale alla quinta elementare) ma quelle storielle erano diverse. Quelle storielle erano pura rabbia adolescenziale (o citando un certo disco grunge, erano rabbia, sputo e pornografia). Si, perché in genere me ne tornavo a casa a notte fonda e, decisamente alticcio, mi mettevo a scrivere riversandoci dentro tutto lo schifo e la rabbia tipici dell’età.

Bene, in pochi anni feci decine e decine di storielle, che poi trascrissi al pc e lasciai riposare nel silenzio di un hard disk quasi dimenticandomene. Li rimasero fino a quando ebbi la (discutibile) pensata di trasformarle in un unico grande racconto, un romanzo (breve). Non avevo la minima idea di quanto sarebbe stata ardua un’impresa del genere, infatti la cosa richiese diversi anni e la completa ristesura di quelle dannate storielle decine o forse centinaia di volte. Ma finalmente, dopo tutto ciò, oggi è uscito Alcolcrazia.

Il libro in se non è troppo lungo, ma è pieno di quelle che definirei porcate. Ci trovate dentro di tutto, dalla droga alla violenza, dal disagio adolescenziale all’ironia, dall’alcolismo al surrealismo. Sangue e puttane insomma. Gli autori di riferimento potrebbero essere Bret Easton Ellis, Chuck PalaniukWilliam Burroughs. Il genere è Pulp, Black Humor, e romanzo di formazione.

In fin dei conti sono i tipici scritti adolescenziali, atti a stupire, niente di più e niente di meno.

Non ho voglia di stare a dirvi di cosa parla, ma ecco l’incipit:

Eravamo il sogno capitalista all’opera, figli di ricchi portafogli e poveri spiriti, i nostri padri e le nostre madri si crogiolavano nella perdizione socialmente accettata più di quanto noi riuscissimo a fare con droghe e quant’altro. Sì, i nostri padri, uomini d’affari pronti a sborsare bei quattrini per portarsi a letto qualche ragazzina. E le nostre madri; donne fatte, rifatte e mantenute che tiravano avanti a Prozac e lunghi aperitivi alcolici mascherati da succhi di frutta, iniezioni di botulino, liposuzione ed interventi di sbiancamento dell’ano. Lo so, è brutto che parli in questo modo della mia famiglia e dell’ambiente da cui provengo, ma è così, nessuno si salva.

Sarei pronto ad ammettere che i miei genitori siano diversi, ma sarebbe la verità?

A 22 anni, dopo aver completato gli studi con una ridicola laurea breve, giunse per me il momento di entrare nell’agognata alta società, far finta di lavorare in brillanti aziende dai nomi vincenti e rassicuranti che si fondano sul tentare di distribuire ricchezze nei modi meno equi possibili, arricchire vecchi grassoni milionari e truffare le masse; alta finanza all’opera. Finalmente era arrivato il nostro turno, noi giovani leoni figli di conti in banca e non di persone eravamo disposti a sperimentare le meraviglie della vita: sesso, droga, malattie cardiache e violenza. Pronti per uscirne come fotocopie dei nostri padri e delle nostre madri, che volere di più?

Spero che vi piaccia, qui sotto trovate il link Amazon. Poi, se una volta letto mi fate anche la recensione ne sarei davvero davvero davvero felice.

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Davvero, fatemela la recensione.